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G8 di Genova, il consigliere Campanella definisce “balordo” Carlo Giuliani e chiede (invano) la rimozione del cippo

Il vicensindaco Balleari ha spiegato che tutto l'iter è stato regolare e non è possibile rimuovere il cippo

Genova. Ha definito “balordo” e “poco di buono” Carlo Giuliani, il 22enne ucciso da un carabinieri il 20 luglio 2001 durante gli scontri del G8 di Genova per arrivare a chiedere – ancora un volta – se il cippo posizionato nell’aiuola di piazza Alimonda sia regolare e se sia possibile la sua rimozione. Protagonista questa volta il consigliere di Fdi Alberto Campanella. In passato ci avevano già provato la Lega e il sindacato di polizia Coisp.

La domanda è stata rivolta al vicesindaco e assessore responsabile alla toponomastica Stefano Balleari che ha riassunto lo stato dell’arte ricordando che il cippo è assolutamente regolare e “anche se in questi anni abbiamo ricevuto lamentele di chi non lo vuole, questa è la democrazia”

Il cippo è stato collocato lì dalla giunta Doria nel 2013 ma la storia va parecchio indietro nel tempo. Nel 2005 infatti il comitato piazza Carlo Giuliani aveva chiesto all’amministrazione comunale di poter collocare una targa a ricordo, la richiesta ebbe l’ok del consiglio comunale ma fu invece bocciata dalla Prefettura in quanto non erano trascorsi 10 anni dalla morte, come prevedono le regole della toponomastica rispetto alle intitolazioni.
Nel 2011, trascorsi i dieci anni dai fatti del G8, il comitato fece una nuova richiesta alla giunta Pericu che a quel giro fece posizionare una targa. La tarda tuttavia venne più volte danneggiata, per questo il comitato chiese e ottenne dal Comune di posizionare il cippo nell’aiuola al posto della targa. La decisione venne presa con delibera di giunta.

Riceviamo e pubblichiamo la smentita del consigliere Campanella parla di una “valutazione fuorviante della realtà ed estrapolata da un discorso diverso e da un art 54 che invece chiedeva le delucidazioni ricevute e non già la rimozione con da riferito nel testo dell’articolo. Inoltre nella narrazione verbale dell art 54 il termine balordi veniva riferito ad un gruppo di più persone e non già ad un singolo. Chiedo pertanto di pubblicare la presente smentita proprio per rispetto agli interlocutori che rappresento affinché non si generino confusioni inutili”.