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Legame

Vigili del fuoco, da Genova una donazione per i tre eroi morti a Quargnento

L'associazione Riccardo Traverso ha consegnato 2500 a ciascuna delle famiglie

Genova. Dalla Liguria un gesto di solidarietà alle famiglie dei tre vigili del fuoco morti il 5 novembre scorso nell’esplosione di una cascina a Quargnento, nell’Alessandrino. L’associazione ‘Riccardo Traverso’, organizzazione di volontariato fondata dalla madre di un ragazzo ucciso da un linfoma, ha raccolto 2.500 euro per ciascuna delle tre vittime: Antonino Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches, tutti spostati e due di loro con figli. Oggi la simbolica cerimonia di consegna alla presenza di Riccardo Briante, vicecomandante di Alessandria.

“Per noi ha un significato molto importante perché ci manifesta la vicinanza di altre realtà e ci fa molto piacere”, spiega Briante, doppiamente coinvolto a livello emotivo perché originario di Rossiglione, in valle Stura. “Sono molto onorato di essere qua oggi. Questa vicenda ci ha dato molti insegnamenti, ci ha fatto riflettere sull’attività che facciamo e ha rafforzato la fratellanza che già c’era tra noi”.

Molti i legami tra i vigili del fuoco morti in servizio e la Liguria. Nino Candido, 32 anni, era di Albenga e aveva prestato servizio nel savonese fino a settembre. Insieme a lui anche Matteo Gastaldo, di Gavi, molto conosciuto nel paese del basso Piemonte anche perché la famiglia gestiva un noto locale. Proprio Gastaldo, nei giorni del crollo di ponte Morandi, aveva postato sulla sua pagina Facebook molti contenuti relativi agli interventi sul posto.

L’associazione Riccardo Traverso nel 2016 aveva già versato una donazione al nucleo cinofilo dei vigili del fuoco di Genova, intervenuto tra i primi per il terremoto ad Amatrice. “Appena abbiamo visto che cosa era successo nell’alessandrino abbiamo deciso di dare 2.500 euro a ciascuna delle famiglie che ha subito un lutto così devastante”, ha detto Carla Cavelli Traverso, fondatrice della Onlus.

Per l’esplosione della cascina ha confessato il proprietario Giovanni Vincenti, che ha affermato di non aver voluto uccidere i pompieri, ma solo incassare i soldi dell’assicurazione.