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Viabilità Genova, dai social network l’appello al Comune: “Strade troppo buie” ma il piano led è fermo al palo

Bloccata da un doppio ricorso al Tar la gara per il rinnovo degli impianti di illuminazione, uno dei gruppi Facebook più attivi torna a sollevare la questione

Genova. Fiat Lux. E luce sia. Magari. La luce, artificiale, è quello che chiedono a gran voce i cittadini genovesi – automobilisti, motociclisti, ma anche i pedoni naturalmente – alle prese con strade poco illuminate e per questo pericolose sia sul fronte della sicurezza sia sotto il profilo del traffico. In collaborazione con il gruppo Facebook Viabilità Genova, una delle community più attive e attente presenti sul social network, abbiamo iniziato a stilare una mappa delle strade e dei quartieri dove il problema della scarsa illuminazione è particolarmente sentito.

Dalla Valpolcevera alla Val Bisagno, da San Teodoro a Castelletto, passando per l’immancabile sopraelevata i lampioni non pompano abbastanza, o almeno questa è la percezione dei tanti user del gruppo social che hanno risposto a una sorta di indagine lanciata dagli amministratori di Viabilità Genova.

Alcuni esempi? “In generale pochissime strade sono bene illuminate. Prendi la sopraelevata, sembra la strada che faceva Gene Wilder in Frankenstein Junior verso il castello. Con la pioggia poi non ne parliamo”, si legge in un commento. In effetti il problema della visibilità sulla strada Aldo Moro è stato evidenziato in passato anche dalla stessa giunta comunale, ma per sostituire i circa 1000 punti luce, lampade obsolete che spesso si bruciano e vengono sostituite una per volta, servirebbero circa 250 mila euro. Il punto è che quello lampade non sono predisposte per ospitare i più efficienti ed economici led. Quindi, per ora, non se ne parla.

Così come non si parla degli altri circa 56 mila punti luce che avrebbero dovuto essere rinnovati con tecnologia led in nome di un piano lanciato dallo stesso Comune di Genova. Il Tar recentemente ha infatti sospeso la gara bandita da Tursi in nome di un doppio ricorso da parte delle aziende concorrenti, gruppo Enel da una parte e gruppo Iren e altre imprese dall’altra. Ad aprile ci sarà la prima udienza ma a questo punto l’ipotesi di un project financing si allontana. C’è da dire che il governo Bucci non è il primo che non riesce a portare a casa questo risultato: anche il sindaco di centrosinistra Marco Doria, che a sua volta aveva ereditato le linee guida della sua predecessora Marta Vincenzi, non era stato in grado di chiudere una gara per il rinnovo dell’illuminazione pubblica.

Tornando alle segnalazioni dei cittadini. In corso Carbonara e dintorni “non si vede nulla”, scrive qualcuno.

In Valpolcevera si segnala buio o quasi in via Reta e in via Pastorino – “illuminazione pari a lumini da morto” – soprattutto nel tratto che affianca piazza Rissotto. Anche a Certosa problemi di illuminazione in via Negrotto Cambiaso e nei pressi dell’ex ospedale Celesia.

A San Teodoro “chi ha spento la luce?” si chiedono i residenti di via Venezia, e poi in via Ferrara a Granarolo.

A Marassi, critiche sull’illuminazione di via Bertuccioni e a Molassana, lungo tutta la via principale, in particolar modo in prossimità delle strisce.

In generale c’è un problema che riguarda gli attraversamenti pedonali. “Le strisce pedonali il più delle volte sono nel buio totale, in molte vie i lampioni sono oscurati da alberi che non vengono potati da anni”, scrive un utente del gruppo.

Il punto è: se la gara per l’illuminazione è congelata dalla giustizia amministrativa quale può essere una soluzione alternativa? Il puntuale intervento, che nei limiti del possibile avviene, da parte di Aster, divisione impianti, incaricata di mantenere i punti luce distribuiti lungo circa 1400 chilometri di strade, da quelle ad alta intensità di traffico veicolare a quelle pedonali fino alle cosiddette “crêuze”. Ma è chiaro che quello che servirebbe sarebbe un intervento massiccio e complessivo.

Resta da capire se il Comune di Genova abbia le carte in regola, intanto, per controbattere al ricorso delle aziende e sbloccare la gara per l’energia. E poi se ci siano “piani b” pronti per riportare, o portare per la prima volta, la luce sulle strade della città.