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Valorizzazione del titolo di dottore di ricerca nei concorsi: Liguria prima regione italiana

Liguria capofila con legge prima legge in materia, riconoscimento reale del valore della ricerca

Genova. “Questa è una giornata che non può lasciare indifferenti tutti i dottorandi e i dottori di ricerca in Italia. Per la prima volta nel nostro Paese, una Regione riconosce che nei suoi concorsi, nonché in quelli degli enti ad essa affini e strumentali, al titolo di Dottore di Ricerca deve essere attribuito un punteggio superiore a quello di qualsiasi altro titolo post laurea. I dottori di ricerca, infatti, hanno alle spalle un percorso di studio e preparazione altamente qualificante, nell’ordine di almeno otto anni di formazione universitaria”, spiegano da ADI Genova.

“Il dottorato costituisce il più alto grado di formazione concesso dall’ordinamento italiano e certifica elevate capacità di ricerca, relazionali e di gestione, fin ora scarsamente riconosciute a tutti i livelli. Pertanto, valorizzare tale titolo nella pubblica amministrazione e nel mondo delle imprese significa elevare gli standard qualitativi nel settore pubblico e privato”.

Lo scorso gennaio, la sede genovese dell’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (ADI) ha proposto il testo per la valorizzazione del titolo in Liguria a tutti i gruppi consiliari in seno all’Assemblea legislativa regionale. “Il testo – conclude ADI – è stato sin da subito accolto dall’opposizione consiliare, che ha presentato una proposta di legge in materia. Quando a giugno l’Associazione, supportata da Rete 29 aprile, i Precari Uniti del CNR e l’Università di Genova, è stata poi audita in I Commissione,  l’interesse ha cominciato a diffondersi anche nella maggioranza. L’approvazione all’unanimità dell’Assemblea legislativa ligure, a nemmeno un anno dal deposito del testo della proposta, dimostra come la qualità della formazione e del lavoro non può essere un tema divisivo per le forze politiche; l’iter ha evidenziato, altresì, come possa realizzarsi nell’interesse comune una proficua collaborazione tra politica e società civile”.