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Valle Stura, la lettera di uno studente alle istituzioni: “Arrivare a Genova è diventata un’odissea”

Tra rallentamenti, ritardi e autostrade parzialmente ok, la vita dei pendolari dell'istruzione è diventata impossibile

treno pieno

Genova. Disagi pesantissimi in questo periodo per gli studenti, ma anche i lavoratori, che dalla Valle Stura cercano di arrivare a Genova. Per questo hanno scritto una lettera alle istituzioni locali, regionali e nazionali chiedendo un intervento urgente per garantire il diritto allo studio. E non solo.

Ecco il testo:

Buongiorno,

Vi scrivo non solo come membro del Comitato Difesa Trasporti Valle Stura e Valle Stura e Orba ma come ragazzo, come studente, che deve per forza fare il pendolare verso Genova poiché vivo a Ovada.

I mezzi pubblici in questo periodo particolarmente ostile, si stanno dimostrando l’unica possibilità per spostarsi da un posto all’altro, ma chi ne usufruisce spesso va incontro a numerose difficoltà e i pendolari della linea Acqui-Genova ora più che mai sono veramente in affanno.
Oltre ai comprensibili disagi di questo periodo, caratterizzato dagli innumerevoli treni soppressi e dalle numerose ore di ritardo dovute al mal tempo, la linea si presenta sempre più degradata e trascurata; la capienza delle carrozze si rivela insufficiente soprattutto nelle ore di maggior affluenza, costringendo una buona parte dei viaggiatori a stare in piedi anche per più di un’ora di viaggio.

Ho letto che sono stati promessi 800 posti a sedere in più, ‘’spalmati’’ nell’arco di una giornata, ma per ora non si è visto alcun cambiamento: i treni sono sempre i soliti, i posti continuano a non bastare e la gente continua a rimanere in piedi.
Ovviamente la situazione adesso è ulteriormente peggiorata giacché molti che viaggiavano sull’autostrada A26 si sono ‘’convertiti’’ al tragitto su rotaia alla ricerca di un viaggio più sicuro.
L’interruzione della viabilità autostradale è stata un duro colpo per noi pendolari: se infatti le carenze di Trenitalia e Rfi potevano essere compensate tramite il trasporto su gomma, ora la situazione è pressoché insostenibile.

Il servizio, oppure chiamiamolo il NON servizio che si è avuto in questo periodo ha costretto centinaia di studenti a rimanere a casa interrompendo la frequenza scolastica ed universitaria in quanto recarsi verso il capoluogo ligure per seguire una lezione è paragonabile ad una vera e propria odissea. La limitazione della velocità apportata ai treni ha assicurato come minimo ritardi di 45 minuti, ritardi che sono arrivati fino a 2 ore e 38 minuti.
Oramai il solito annuncio ‘’ci scusiamo per il disagio‘’ è diventato un Mantra.

La Stazione di Ovada non ha più una biglietteria ed è anche completamente sprovvista di un qualsiasi monitor che comunichi i vari ritardi o variazioni degli orari dei treni e i viaggiatori sono abbandonati a loro stessi; l’applicazione di Trenitalia è fallace in quanto non comunica in tempo reale e veritiero i ritardi dei mezzi e spesso le comunicazioni del CRM o non arrivano o non sono tempestive.

Dalle ore 14:00 alle ore 16:00 la nostra linea è deserta e dimenticata poiché non è previsto alcun treno.
In quella fascia oraria vi è una forte affluenza studentesca formata anche da minorenni che si ritrovano ‘’a piedi’’ e costretti ad aspettare gran parte del pomeriggio girovagando per Genova.
Alcune vetture, troppo vecchie, non hanno nemmeno la possibilità di trasportare persone con disabilità (diritto teoricamente previsto da diverse norme di legge quali l’art. 26 della L. n. 104/1992), in quanto non ci sono pedane che permettono lo spostamento dal binario al vagone, costringendo così, molto spesso le persone con disabilità a prendere e spostarsi con un mezzo privato.

Come accennato, ne approfitto anche per sollevare la polvere depositatasi nel tempo sulla questione biglietteria della
stazione di Ovada. La mancanza del servizio si sente in modo considerevole: in queste giornate l’apporto di un riferimento “umano” ci avrebbe quantomeno alleggerito dell’incombenza del fai da te e del passaparola sulle informazioni riguardanti la nostra linea.

In conclusione, vorrei sottolineare che tali disagi si riflettono sulla vita lavorativa dei pendolari e su quella scolastica degli studenti, che sempre più spesso in questo periodo sono vittime di questo servizio scadente.

Io sono uno studente e credo di avere il diritto di istruirmi usufruendo dei mezzi pubblici. Credo che il diritto all’istruzione e il diritto alla mobilità debbano andare di pari passo.

Certo di un Vostro sollecito riscontro, porgo distinti saluti,
Manuele Marchelli

Alessandra Rapetti
Simona Repetto
Renato Rosano
Paolo Trincheri
CDTVSeO – Comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba

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