Violenza sulle donne

“Una vita di schiavitù e soprusi”: la storia di Latifa, fuggita dall’inferno della violenza

Promessa sposa a 8 anni, è stata per lungo tempo vittima delle violenze del marito: la sua intervista esclusiva per IVG.it

Noli. “Io non mi arrendo”. È questo il titolo del convegno che si è svolto lo scorso 25 novembre, a Noli, ed è anche il “grido” di tantissime donne che hanno combattuto e combattono tutti i giorni contro soprusi e violenze di genere.

È il caso di Latifa, ragazza marocchina di quasi 40 anni, cresciuta con le regole dell’Islam e sposata (attraverso un matrimonio combinato) a 24. È stata per lungo tempo vittima delle violenze del marito-aguzzino, ma è riuscita a fuggire da quell’inferno circa 10 anni fa. E, dopo la sua testimonianza al convegno, ha voluto rilasciare un’intervista esclusiva a IVG.it per condividere la sua storia, con un messaggio a tutte le donne che vivono situazioni difficili come la sua.

“In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, sono stata invitata nella sala comunale di Noli per partecipare all’incontro ‘Io non mi arrendo’, organizzato dall’assistente sociale Mirella Forno. Il mio intervento è stato incentrato sul difficile passato con il mio ex marito e sulla lunga storia che mi ha portato ad essere una donna libera. Sono stata chiamata per dare una testimonianza diretta di quello che spesso succede nel silenzio più assoluto”, ha spiegato Latifa.

Ed ecco la sua storia: “Sono nata in Marocco il 9 giugno 1981 e, all’età di 8 anni, sono stata promessa sposa ad un amico di mio fratello. A 12 anni mi sono trasferita a casa della mia futura suocera e ho imparato a fare tutto quello che mi avrebbe resa una ‘buona moglie’, come cucinare e prendermi cura della casa. Sono arrivata in Italia a 24 anni e ho conosciuto mio marito: mi ha violentata la prima notte e sono finita in ospedale. Questo è stato il mio benvenuto. Da quel momento è cominciato il mio inferno. Una vita da schiava sotto lui e la sua famiglia, reclusa al freddo della Val Bormida, spesso sola con mia figlia quando loro tornavano in Marocco, senza la possibilità di uscire, tra botte, pianti e crisi isteriche, durante le quali loro sostenevano che fossi posseduta dai diavoli”.

Ma la forza per ribellarsi e denunciare tutto è arrivata proprio grazie alla sua bambina: “Mia figlia è stata la mia forza. Un giorno ho detto ‘basta’, soprattutto per lei perché non volevo facesse la mia stessa fine a cui era ovviamente destinata e, grazie ad alcune persone, che non smetterò mai di ringraziare, sono riuscita a scappare”.

Ma il marito ha reagito ancora una volta con violenza. La “ribellione” di Latifa, come purtroppo prevedibile, ha scatenato un vortice di ritorsioni, anche gravi, ma senza mai spezzare la donna, che ne è uscita fortificata e finalmente sicura di sé: “Il mio ex marito ha messo in pericolo la mia vita e quella di altre persone. È stata una lunga battaglia ma ne è valsa la pena perché ora sono qua, più forte che mai, decisa a non fermarmi, ma a guardare sempre avanti e ad aiutare tutte le donne che sono in difficoltà”.

E alla fine dell’estenuante “battaglia”, per Latifa è davvero iniziata una nuova vita all’insegna della libertà e dell’amore per se stessa: “Quello che mi ha fatto sentire viva più di tutto è stata la natura. Ho perso 30 chili e ho cominciato a piacermi davvero. Mi sono presa cura di me stessa mangiando bene, utilizzando rimedi di bellezza naturali e ho cominciato a costruirmi una vita come tutte le altre donne, lavorando e facendomi degli amici, ma sempre restando da sola, senza nessun compagno, per 10 anni. Avevo paura che tutti gli uomini potessero farmi del male, ma poi qualcosa è cambiato in meglio. Ho trovato un uomo con cui condivido tutto quello che mi piace. Non mi sembra vero”.

Quindi, un messaggio di speranza, conforto e solidarietà a tutte le donne che hanno vissuto o vivono il suo stesso inferno: “Lo so benissimo quanto sia difficile uscire da queste situazioni e so anche che un uomo violento farà di tutto per non lasciarvi andare. Però, credetemi, siete davanti ad una scelta drastica: la vita è una sola, volete fare tesoro di questo dono che vi è stato concesso o preferite che sia qualcun altro a decidere per voi? Voi non siete quelle che accettano passivamente quella violenza, voi avete dentro un fuoco che non sapete neanche di avere. Basta tirarlo fuori e vedrete che scotterete tutti quelli che vi staranno a fianco”.

“Iniziate a vivere la vostra vita oggi. Però ricordate che non dovete rispondere alla violenza con altra violenza o peggiorerete le cose. Dovete usare la furbizia e una volta che avete capito quale sia la prima mossa, partite e non fermatevi più”.

E con il suo nuovo compagno, Latifa ha anche aperto un canale su YouTube dedicato e relativo alla sua storia: “Si chiama ‘White In Love’ e ci potete trovare anche su Instagram e Facebook. Su YouTube potete trovare il video integrale del mio intervento in Comune, a Noli. Può sembrare strano, ma anche questo passo ha richiesto molto coraggio perché significa aver raggiunto la libertà estrema: gridare al mondo chi sono veramente, libera da ogni costrizione, con un ragazzo che amo e con cui voglio dare forza e speranza a tante persone”, ha concluso la 38enne.