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Un lungo anno di cronaca: il 2019 raccontato da Genova24

I fatti più importanti dell'anno, mese per mese, documentati dalla nostra redazione

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Ora che il 2019 volge al termine, ecco l’anno di cronaca raccontato dalla redazione di Genova24.

Gennaio. Il 2019 si apre con la visita il 22 gennaio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Ilva di Cornigliano per commemorare i 40 anni dell’omicidio di Guido Rossa, il sindacalista della Fiom ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979. Nelle stesse ore in salita Santa Brigida, dove sempre le Br uccisero il giudice Coco insieme alla scorta, compaiono scritte contro Rossa e inneggianti alcuni brigatisti. Gli autori, quattro anarchici, vengono poi identificati e denunciati dalla Digos.
Due giorni prima la morte di un operaio che lavorava sul piazzale di Ansaldo Energia scuote il mondo del lavoro. La stessa azienda e tanti colleghi si sono rimboccati le maniche con raccolte fondi per aiutare la famiglia di Eros Cinti che aveva due bimbi piccoli.

Febbraio. È l’1 febbraio, la chiesa dell’Annunziata è piena sino a scoppiare, decine di persone sono arrivate a salutare per l’ultima volta Prince Jerry, migrante 25enne originario del Niger, una laurea in chimica e tanta voglia di riscatto dopo la fuga dal suo paese. Pochi giorni prima, il 28 gennaio, Prince si è tolto la vita gettandosi sotto un treno alla stazione di Tortona, a spingerlo la scoperta che non avrebbe ottenuto il permesso di soggiorno e avrebbe quindi dovuto essere rimpatriato.
Tra gli articoli più letti di febbraio sul nostro sito una notizia di genere molto più frivolo: il traghetto Excelsior di Msc completamente ‘customizzato’ e dedicato al grande rocker Vasco Rossi.

Marzo. È il 15 marzo, a Genova come in altre 2000 piazze nel mondo è il début del movimento mondiale Fridays for future, ispirato alla protesta della giovanissima attivista Greta Thunberg. A  Genova, per la prima volta dopo anni, migliaia di giovani scendono in piazza per dire che “Non c’è più tempo per salvare il pianeta”. Il grande corteo, partito da piazza De Ferrari per arrivare al porto antico è talmente vasto e spontaneo che il flash mob, che prevedeva che tutti si sdraiassero a terra per simulare la fine del pianeta, non può essere fatto semplicemente perché non c’è abbastanza spazio. Sempre a marzo, torna tra Genova e Savona la paura per gli incendi boschivi a causa di vasto rogo tra Cogoleto e Varazze, che sarà spento definitivamente solo dopo qualche giorno, che costringe anche alla chiusura temporanea dell’autostrada.

Sciopero per il clima, Fridays for future Genova

Aprile – A 7 mesi dalla mareggiata che ha devastato il levante ligure, Portofino fa festa: dopo il lungo isolamento, riapre la strada che unisce il gioiello del Tigullio a Santa Margherita, una grande festa che coinvolge migliaia di persone e vede la partecipazione di ospiti come Mahmood, Noemi, il Volo e Mario Biondi. Ed è sempre il Tigullio protagonista qualche settimana dopo, il 23 aprile, questa volta per un fatto di sangue: in un parcheggio del centro di Chiavari Orazio Pino, ex collaboratore di giustizia 61enne, viene freddato con un colpo di pistola alla nuca. In passato vicino al clan di “Nitto” Santapaola, uno dei più potenti boss di Cosa Nostra, viveva da anni nel Tigullio, dove collaborava alla gestione di una gioielleria. Le indagini della Squadra Mobile partono immediatamente, e a giugno arriva il primo arresto: Sergio Tiscornia, imprenditore edile, lo avrebbe ucciso per questioni sentimentali. La compagna, infatti, è l’ex fidanzata di Pino, che contro il 61enne ha già sporto denuncia anche per ragioni economiche che riguardano la società che avevano fondato insieme.

Maggio. E’ il 23 maggio. Casapound ha ottenuto il via libera dal Comune e della Questura per tenere il comizio finale in occasione delle elezioni europee, in piazza Marsala. Tutta la zona, a pochi metri da piazza Corvetto, viene blindata dalla polizia con furgoni e alari. La Cgil e l’Anpi hanno indetto un presidio contro il comizio davanti alla Prefettura. Circa 2000 manifestanti invece decidono da piazza Corvetto di avvicinarsi alle grate lanciando fumogeni e bottiglie contro lo schieramento di forze dell’ordine. Ne nascono scontri con un fittissimo lancio di lacrimogeni da parte della polizia, manganellate e inseguimenti per le vie dei dintorni. Due manifestanti vengono arrestati in piazza. Nel corso degli scontri il giornalista di Repubblica Stefano Origone viene picchiato da un gruppo di poliziotti del reparto mobile che gli rompono le dita di una mano.
Qualche giorno prima, il 20 maggio, un gruppo di portuali genovesi aveva bloccato un carico di generatori a bordo di una nave della flotta saudita Bahri destinati alla gerra in Yemen. Quel gesto, circa un mese fa, è stato oggetto di un plauso da parte di papa Francesco.

demolizione ponte morandi levante

Giugno. 28 giugno, 9.38 del mattino. Risuona, in lontananza, una sirena, e davanti a migliaia di occhi, in pochi istanti, quanto resta del ponte Morandi, crollato il 14 agosto del 2018, si accartoccia su se stesso e scompare in una nuvola di polvere. Mesi di preparativi, prove, tavoli di confronto e rassicurazioni a cittadini preoccupati finiscono in un battito di ciglia, lo skyline della Valpolcevera cambia ancora una volta. Sulla Valpolcevera sono ancora una volta puntati gli obiettivi di media provenienti da ogni parte del mondo. Passano pochi giorni e la Guardia di Finanza diffonde un nuovo video, inedito e secretato, del crollo che ha causato la morte di 43 persone; le immagini sono riprese dalle videocamere della Ferrometal, e mostrano chiaramente il momento del cedimento.

Luglio. L’alba di un sabato di piena estate, 14 luglio viene funestata da un tragico incidente d’auto: una Giulietta Alfa Romeo con quattro giovanissimi a bordo si schianta contro il jersey sulla A7 nei pressi del casello di Bolzaneto. Uno di loro muore sul colpo, feriti i tre amici. A fine mese, il 29 luglio, una dipendente del Comune di Genova, Rosella Gattorna muore facendo kite surf in Tunisia.

Agosto – 14 agosto 2019. Un anno dalla tragedia del ponte Morandi: nel capannone allestito all’ombra della prima pila del nuovo ponte si riuniscono, per la messa di commemorazione, i parenti delle persone rimaste vittime del crollo, le massime cariche cittadine, il premier Giuseppe Conte e i ministri Salvini e Di Maio, ai tempi già ai ferri corti. I familiari dei 43 morti trattengono a stento la commozione, i media scandagliano la platea cercando di documentare la giornata, luttuosa, con il massimo rispetto, quando dalle file inizia a sollevarsi un brusio. Due teste brizzolate e una castana si scorgono a poca distanza dalla fila in cui hanno preso posto le autorità: sono Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade ai tempi del crollo del Morandi, Fabio Cerchiai, presidente di Atlantia, la holding che detiene anche Autostrade, e Roberto Tomasi, nuovo ad di Aspi ed erede di Castellucci. I parenti delle vittime insorgono, si rivolgono prima al sindaco Marco Bucci, poi al premier Conte. Alla fine Castellucci fa un cenno a Cerchiai e il terzetto si alza e si dirige verso l’uscita, lasciando il capannone poco prima dell’inizio della messa.

Settembre – Il 27 settembre è il giorno del secondo sciopero globale per il clima. Memori dell’esperienza di marzo e della crescita del movimento gli organizzatori hanno previsto un corteo lungo, dalla stazione marittima fino in piazza Matteotti, che potesse contendere l’entusiasmo dei ragazzi. Sono almeno 10 mila in piazza, con i volti dipinti e centinaia di cartelli che contengono altrettanti messaggi al popolo degli adulti. Tra le tappe del corteo quella davanti all’università di Genova dove il rettore firma davanti agli studenti un’impegnativa dell’ateneo sulla sostenibilità ambientale. Settembre però è un mese cruciale anche per Banca Carige, la banca dei genovesi: è necessario che l’assemblea che vedrà migliaia di soci voti sì all’aumento di capitale da 700 milioni di euro che, insieme ai 200 milioni di bond subordinati costituisce il piano di rafforzamento della banca, necessario alla sopravvivenza e chiesto dalla Bce.

Ottobre – Il primo ottobre di quest’anno è un altro giorno altamente simbolico per la città. A un anno, un mese e 15 giorni dal crollo del ponte Morandi, sullo stesso tracciato, solo lievemente più a sud viene posato il primo impalcato del nuovo ponte di Genova. Alla cerimonia partecipano ancora una volta il premier Giuseppe Conte e il nuovo ministro alla Infrastrutture Paola De Micheli e l’architetto Renzo Piano. Il nuovo ponte, lungo 1.067 metri e sorretto da 19 campate e 18 pile in cemento, secondo le previsioni del sindaco commissario Marco Bucci sarà completato entro aprile 2020. Sempre a ottobre viene presentato il progetto dell’architetto Stefano Boeri, il progetto per il sottoponte. Si chiama “Il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso” Un cerchio di acciaio verniciato di rosso che sarà passerella, pista ciclabile ma anche centrale di produzione di energia rinnovabile: il percorso ciclopedonale attraverserà per 1570 metri il quadrante Valpolcevera, passando sotto il nuovo ponte, si estenderà in un paesaggio di 28 ettari e porterà a una “torre del vento” alta 120 metri (più del doppio del viadotto stesso) dove saranno installate turbine eoliche.

Parco Sottoponte Boeri

Novembre – Se il maltempo ha colpito già pesantemente in ottobre la Liguria in particolare con l’alluvione in Valle stura del 22 ottobre, a novembre per la Liguria à vera emergenza tra il susseguirsi si allerte arancioni e rosse, allagamenti e frane che costringono a chiudere strade provinciali e in qualche caso a sgomberare anche solo temporaneamente abitazioni. Il 23 novembre a Fegino è vera e propria alluvione con l’esondazione del piccolo rio  che si immette nel torrente Polcevera e acqua e fango che superano il metro e mezzo invadendo negozi e scantinati. Ma è solo l’inizio di un fine mese al cardiopalma.  Il 24 novembre crolla a causa di una frana una corsia del viadotto dell’autostrada A6 tra Genova e Altare: fortunatamente non ci sono vittime ma l’impatto sul traffico è pesante. Ma non è finita. La sera del 25 novembre, in piena emergenza maltempo, Autostrade su invito della Procura di Genova, chiude l’autostrada A26 per effettuare controlli sui viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, visto che le valutazioni dei tecnici della procura nell’ambito delle inchieste sui falsi report sui viadotti hanno segnalato una situazione più grave di quella prevista. Il giorno dopo una corsia viene riaperta e realizzato un bypass, ma Genova e la Liguria sono sempre più isolate.

Generica

Dicembre – il 2019 volge al termine, e l’inizio del mese di dicembre è incentrato sui danni causati dal maltempo, il caos viabilità e sul tentativo di trovare i fondi necessari per mettere in sicurezza il territorio. In giorni così concitati, un avvistamento straordinario: domenica 2 dicembre nel porto di Pra’-Voltri un pescatore filma in mare una creatura dal manto nero e dalla caratteristica macchia bianca. Un orca, nel mar Ligure, nel bacino portuale, possibile? Sì, è possibile. E non è una, ma sono 5, tra cui anche un piccolo. Arrivano dall’Islanda si scoprirà settimane dopo. Il piccolo non ce la fa. Le orche restano per tre settimane in Liguria poi si spostano. L’ultimo avvistamento nello stretto di Messina. Un’altra giovane orca, probabilmente ammalata, è morta. Ora sono solo tre e tutto il Paese si augura possano tornare a casa. Il mese si chiude ancora una volta con un caos totale per la viabilità in Liguria. Dopo l’ennesima inchiesta della Procura di Genova Autostrade apre i cantieri non solo per i viadotti ma anche per la manutenzione delle barriere antirumore: il risultato è disastroso con la A10 impraticabile: code chilometriche a quasi tutte le ore tra automobilisti inferociti e le istituzioni che chiedono la gratuità di tratti autostradali interessati dall’ennesima emergenza.