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Trasporto pubblico, Bucci in pressing per il filobus: “Fondi entro gennaio, si può fare”

Sindaco ottimista dopo l'incontro con la ministra De Micheli: "Non c'è ancora niente di scritto, ma sarebbe un grosso passo avanti"

Genova. Il sindaco Marco Bucci spera di ottenere subito i fondi per il filobus dopo lo stop annunciato dal sottosegretario Traversi con la motivazione che il progetto non rispondeva “ai requisiti minimi di fattibilità richiesti dal Mit”. È quanto emerge dopo l’incontro in prefettura con la ministra dei trasporti Paola De Micheli: “Abbiamo la possibilità di fare tutto entro gennaio, ma non c’è ancora niente di scritto”, ha detto il primo cittadino.

Nel corso dell’incontro la ministra De Micheli ha ribadito che “manca un progetto” e che i fondi potranno essere assegnati solo quando verranno colmate le lacune. “Non mi esprimo, altrimenti faccio turbativa d’asta, siccome c’è un bando in corso bisogna stare sul generico. Sarebbe un grosso passo avanti siccome non è stato pubblicato nessun risultato della gara. Noi vogliamo entro fine gennaio completare il ciclo e avere i finanziamenti. Questa è un’opportunità che ci è stata data dal ministro, che ringrazio”, ha continuato Bucci.

Il ministero aveva annunciato la possibilità di integrare parte della documentazione entro aprile 2020, mentre adesso Bucci spera di accelerare ulteriormente. Genova aveva chiesto 547 milioni per l’acquisto di 145 filobus con tecnologia in-motion charging e la realizzazione della bifilare lungo i quattro assi di forza della città, oltre che 113 milioni per una monorotaia dall’aeroporto alla collina di Erzelli. Una scelta, quella di Tursi, giustificata coi minori costi e tempi di realizzazione rispetto al tram. Lo stesso Enrico Musso, diventato nel frattempo mobility manager del Comune, aveva spiegato che il piano non era stato bocciato ma solo “rimandato” per la carenza di alcune carte progettuali.

Restano tutte le perplessità delle opposizioni genovesi che continuano a spingere per un dietrofront in direzione del tram, come ribadito nel corso dell’incontro organizzato dieci giorni fa in Bassa Valbisagno. Chi aderisce a questa fazione ormai trasversale sottolinea le maggiori opportunità di riqualificazione urbana offerte dal ferro e sostiene che sia meglio partire dall’asse Prato-Foce piuttosto che spalmare le risorse su tutta la città con una soluzione low cost. Ma il nodo che Tursi dovrà sciogliere è soprattutto quello del tracciato, in gran parte promiscuo a meno che non si chiuda al traffico parte della sponda destra. Alla luce di questo scoglio e delle pressioni politiche Dem, non è scontato che il ministero alla fine accontenti Bucci.