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Toti: “Chi propone alternative alla Gronda è un arrogante”

Il governatore sbotta: "Un passo avanti e tre indietro come i gamberi, il Governo decida in fretta"

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Genova. “È il percorso del gambero, un passo avanti e uno indietro. Proporre alternative alla Gronda è un gesto di grande arroganza”. Il presidente ligure Giovanni Toti non nasconde il proprio fastidio dopo le notizie di questi giorni che ridimensionano l’esito dell’incontro in prefettura di lunedì, quando la ministra De Micheli aveva assicurato che “il progetto è uno” e che “a gennaio potrà essere pronto per la firma”.

Nel frattempo Leu, che è partito di governo, insieme ad altre realtà della sinistra genovese ha aderito pubblicamente al progetto della Genovina, la ‘mini Gronda’ sponsorizzata in primis dal Movimento 5 Stelle che salva solo il raddoppio dell’autostrada A7 escludendo quello della A10, cioè la bretella vera e propria. Un ammiccamento che corrisponde in buona parte all’ambigua strategia portata avanti da Pd e M5s che potrebbero aver raggiunto l’accordo per spacchettare l’opera in due lotti e rimandare la decisione sulla parte più impattante.

“Emergono divergenze profonde che peraltro già c’erano, in questo e nel precedente governo. Credo che continuare a ragionare di alternative sia una perdita di tempo perché il progetto approvato è uno e se ricominciassimo da capo ci vorrebbero anni a tornare al punto in cui siamo. Si è aggiunto oggi il contenzioso con Società Autostrade che quell’opera dovrebbe pagare. Spero che questa maggioranza si metta d’accordo in fretta”, ribadisce Toti

La ministra De Micheli “ci aveva promesso di chiudere la partita entro Natale, evidentemente non sarà così. Ora ha promesso di chiudere la partita entro trenta giorni dal nostro incontro con De Micheli, nel mio cervello c’è un grande countdown che sta scorrendo: sono passati tre giorni e mi pare che ci siamo allontanati”, prosegue il governatore.

Toti esclude totalmente l’ipotesi di un’alternativa a minore impatto: “Nel momento in cui tre sindacati, Confindustria, tutte le principali associazioni d’impresa della città, almeno l’80% delle forze politiche di questo territorio si sono espressi nettamente insieme al dibattito pubblico dei cittadini per avere quell’opera, continuare a proporne un’altra, ancorché si governi seppure in modo piuttosto bizzarro, continuo a ritenerlo un gesto di grande arroganza. Ragione per cui, se facessimo l’autonomia, forse ci libereremmo di qualche arroganza di troppo”