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“Spese pazze” a palazzo Tursi, archiviato il caso di Enrico Musso e della chiavetta usb

Genova. La procura regionale della Corte dei Conti ha disposto l’archiviazione del procedimento avviato contro Enrico Musso, docente universitario, ex consigliere comunale e oggi mobility manager per il Comune di Genova, per l’ipotesi di danno erariale legato al mancato ritrovamento di cinque pendrive e di un libro; oggetti dei quali, quando era consigliere comunale, aveva richiesto l’acquisto con i fondi del gruppo “Lista Musso”.

E’ lo stesso Musso che sulla sua pagina di Facebook pubblica la comunicazione della procura contabile che, alcuni mesi fa, aveva aperto un’inchiesta sulle “spese pazze” dei gruppi politici in Comune a Genova durante il governo Doria dal 2013 al 2014. Anche la procura della Repubblica di Genova ha aperto un’indagine simile.

“Avendo fiducia nella serietà e professionalità della magistratura, non mi sono preoccupato quando mi è stato notificato il procedimento, e quindi non provo particolare sollievo adesso. Mi limito a darne qui notizia ai miei conoscenti, dopo averli a suo tempo informati del procedimento”. Musso, come gli altri ex consiglieri, alcuni di loro tuttora in carica, attende l’esito dell’indagine penale per gli stessi fatti, con l’ipotesi di peculato.

Erano appunto 15 i politici indagati per reati che vanno dalla truffa al peculato, quasi sempre per cifre o oggetti di valore minimale, nulla a che vedere con le migliaia di euro in ballo nei processi relativi alla Regione. Il caso più grave quello dell’attuale vicesindaco Stefano Balleari, che doveva rispondere di alcuni rimborsi telefonici gonfiati a favore del suo studio professionale.