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Ponte Morandi, splende l’albero di Natale a Certosa: 43 palline bianche come le vittime foto

Presenti, oltre al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e al presidente del municipio Federico Romeo, alcuni parenti delle vittime

Genova. È stato inaugurato a Certosa l’albero di Natale dedicato alle 43 vittime del ponte Morandi. L’abete, allestito in piazzale Emilio Guerra all’inizio di via Jori, è stato addobbato con 43 palline e fiocchi bianchi, tanti quante le persone che hanno perso la vita. La cerimonia si è tenuta proprio in loro ricordo, a sedici mesi e un giorno dalla tragedia.

Presenti, oltre al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e al presidente del municipio Federico Romeo, alcuni parenti delle vittime tra cui Paola Vicini – la mamma di Mirko, dipendente Amiu travolto dalle macerie del viadotto – e i familiari di Luigi Matti Altadonna, precipitato col camion insieme a Gianluca Ardini che invece si era salvato.

L’albero è stato donato da un privato in collaborazione con il Comune di Ruffrè Mendola, in provincia di Trento, e i vigili del fuoco dello stesso paese. Sono stati loro a provvedere al trasporto e al posizionamento dell’abete e della natività intagliata nel legno opera di Mariano Seppi.

Generica

“Credo che questo albero in qualche modo debba essere interpretato come il momento di fiducia massima della nostra civiltà e sia anche il modo migliore per ricordare chi non c’è più. Allo stesso modo in cui Cristo è venuto in terra per stringere un nuovo patto con tutti noi – ha detto il presidente Toti – Questo albero di abete che è anche il simbolo laico del Natale con il suo essere sempre verde rappresenta la vita che continua, sia nelle stagioni brutte che nelle stagioni belle. Questo mi sembra sia il modo migliore per ricordare quelle 43 persone che oggi non ci sono più. Così come le luci che tra poco si accenderanno rappresentano la speranza nel futuro e credo che anche questo sia quello che dobbiamo fare per ricordare che alla fine, nella vita, una luce si accende sempre. Lo dobbiamo a chi oggi non c’è più e sono certo che anche i vostri cari scomparsi vorrebbero che voi possiate continuare a vivere e a lottare per le vostre famiglie e per la giustizia”.