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Orche a Genova ma non solo: da tutta Italia a Voltri per un rarissimo uccello tropicale

Studiosi, appassionati e semplici curiosi in pellegrinaggio con binocoli e cannocchiali: "Un'emozione indescrivibile"

Genova. Comuni cittadini, curiosi, fotografi, videomaker, appassionati di animali, naturalisti, ricercatori, biologi e persino ornitologi. Sì, perché le quattro orche ferme da 11 giorni nel mare di Pra’ non sono l’unica attrazione della zona. Nelle acque all’ingresso del porto viene avvistata da tre giorni anche una sula fosca, particolare uccello marino tipico della fascia tropicale, rarissimo nel mar Mediterraneo.

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E così è sempre più nutrita la processione sulla spiaggia di Voltri e sulla massicciata di scogli che delimita l’area occidentale del terminal Psa di Pra’. Ogni giorno in quest’area si alternano 10-15 persone. Arrivano da ogni parte d’Italia per vedere lo spettacolo. Sfidano la tramontana e il freddo del mattino, si arrampicano sui grandi blocchi di cemento di fronte ai container. Un pellegrinaggio in cui, al posto del rosario, si portano binocoli, cannocchiali, treppiedi, fotocamere e cineprese. Qualcuno ci prova con lo smartphone o addirittura a occhio nudo, ma rimane quasi sempre deluso.

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“Osservare le orche è un evento unico, ora spero di riuscire a vedere la sula”, spiega Luca Forneris, studente di informatica a Genova con la passione dell’ornitologia. Per lui è il terzo giorno sulla spiaggia a caccia di cetacei e del curioso volatile in loro compagnia, un animale che di solito si trova ai Caraibi o magari in Giappone, non certo davanti a Genova.

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“Per chi non è dell’ambito è difficile da capire. Ma vedere nell’oculare una pinna dorsale alta quasi come me, di un cetaceo praticamente impossibile da osservare dalle nostre parti, è qualcosa di indescrivibile, un’emozione molto strana”.

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Andando verso Pra’ troviamo un gruppo di naturalisti per hobby arrivato apposta dalla Lombardia. Anche loro sono qui soprattutto per la sula fosca, ma nel frattempo si godono lo spettacolo delle orche grazie a obiettivi telescopici che nulla hanno da invidiare all’attrezzatura dei professionisti.

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Sandro è arrivato da Firenze con la moglie e due amici: “Stiamo cercando di andare nel punto migliore per osservarli, siamo tutti appassionati ma di mestiere facciamo altro. Le orche? Mai viste, nemmeno alle orcadi. È un caso eccezionale”, racconta mentre porta tutta l’attrezzatura sulla scogliera.

E poi c’è chi viene solo per fare un tentativo, anche senza strumenti sofisticati. “Sono solo curioso, avevo la mattinata libera e ci ho provato – spiega Claudio di Sestri Ponente – se capitasse di vedere le orche sarebbe un bel colpo di fortuna, certo però mi auguro che vadano presto a star meglio”. Anche a Renato è andata male: “Io abito a Pra’, le orche le ho viste solo in televisione. E col binocolo finora non sono riuscito a distinguerle”.

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Saggia l’osservazione di Fabio, che abita a Pegli: “In realtà spero di non vederle, vorrebbe dire che sono al sicuro, lontano da qui. Sono un appassionato di ogni forma di vita. Per me non è un evento di festa, loro hanno subito un lutto. A me interessa di più la loro salvezza, auguro che se ne tornino presto verso l’oceano”.