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Orche a Genova, la teoria dei ricercatori islandesi: “Ecco perché non se ne vanno”

La risposta potrebbe essere in un comportamento alimentare tipico di questa specie

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Genova. Arriva dai ricercatori islandesi una prima possibile risposta all’incredibile caso delle orche ferme ormai da 16 giorni all’ingresso del porto di Pra’. Gli attivisti di Orca Guardians Iceland ieri hanno annunciato di aver riconosciuto il pod in base ai confronti tra le fotografie scattate a Genova e quelle in loro possesso. Dunque non c’è dubbio che i quattro esemplari arrivino dai freddi mari del Nord. Ma come mai dura così tanto il loro soggiorno nel Mediterraneo, un mare ben più caldo e lontano da quello di provenienza?

“Una possibile spiegazione – spiegano i ricercatori – è che c’è un piccolo banco di tonni vicino al porto, come abbiamo sentito più volte dai locali ora, e potrebbero nutrirsi di questo. Nel frattempo potrebbero partire per cercare una fonte di cibo in prossimità ma, visto che non trovano niente di meglio, tornano in quella zona. Questa è solo una teoria, ma spesso si può notare che le orche in Islanda si nutrono nello stesso posto per diversi giorni, poi esplorano l’area per individuare altre prede vicine, ma spesso tornano nello stesso punto che dà loro le migliori condizioni disponibili per l’alimentazione”.

Potrebbe essere questo il motivo della permanenza, dunque, piuttosto che la malattia di uno o più membri del gruppo. Gli islandesi spiegano che lo stesso gruppo di orche è stato osservato in battute di caccia alle aringhe insieme a un altro pod. Proprio come quelle genovesi, si muovono in cerchio e portano i pesci in superficie. Questo però non esclude che possano nutrirsi anche di mammiferi marini o comunque pesci più grandi, come ad esempio i tonni.

“La domanda – spiegano ancora i ricercatori del Nord Europa – è se stiano effettivamente mangiando mentre si trovano nel porto e se questo sia stato osservato. In Islanda, a parte la caccia circolare, le orche vengono spesso osservate spingere singoli pesci con il naso davanti a loro”. E quindi, “se le orche si nutrono nei pressi del porto, l’osservazione di questo comportamento potrebbe essere un’indicazione che stanno cacciando pesci singoli”.

Gli islandesi lanciano l’appello: “Chiunque abbia fatto le foto alle orche può dare un’occhiata alle proprie immagini se si vede qualcosa davanti a loro mentre stanno emergere. Per ora, non l’abbiamo notato in nessuna foto che ci sono state inviate, e sarebbe piuttosto difficile da vedere col mare un po’ mosso. Se scorgete qualcosa che assomiglia a una preda di fronte all’orca, mettetevi in contatto con noi”.

Foto Elia Biasissi – Menkab