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Orche a Genova, “al 99% il cucciolo è morto”. E la mamma danza in mare con lui fotogallery

Cinque esemplari presenti da domenica nel mare davanti a Pra'-Voltri, i ricercatori: "Il piccolo non respira più ma la madre resterà molti giorni con lui"

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Genova. La vicenda delle orche che da cinque giorni stazionano in un braccio di mare nel Ponente di Genova si avvia a un fine tutt’altro che lieto. E quella che agli occhi stupiti della gente comune poteva sembrare una strana vacanza tra Pra’ e Voltri assomiglia purtroppo a una struggente danza funebre. “Al 99% il cucciolo è morto, anche se non possiamo avere certezze”, spiega Alessandro Verga di Whalewatch Genova che di solito si occupa di accompagnare i turisti ad ammirare i cetacei davanti alle nostre coste.

Orche a Voltri nuove

L’ultima escursione organizzata dall’Acquario di Genova con ricercatori dell’università, biologi e vari specialisti ha permesso di determinare con sicurezza che il pod – così si chiamano i gruppi matriarcali in cui si organizzano le orche – è composto da cinque esemplari: un maschio adulto, tre femmine e un piccolo. E proprio quest’ultimo sarebbe il responsabile, suo malgrado, di una permanenza così anomala.

“L’osservazione del cucciolo è avvenuta più volte, ma mai in maniera regolare in superficie – spiega Verga -. Il cucciolo non respira mai col classico comportamento dell’emersione della testa seguita dal soffio. L’abbiamo sempre visto un po’ con la pinna dorsale, un po’ con la parte bianca della coda rovesciata. Questo ci fa dire che quasi certamente l’animale è morto”.

L’aspetto più commovente, ma tutt’altro che strano secondo i ricercatori, è il comportamento della madre: “Spesso in questi casi rimane accanto al cucciolo morto per diversi giorni”, anche più di due settimane, come osservato in passato. Un comportamento che “per quanto inconsueto è normale per questo tipo di cetacei”. La femmina tenta di tenerlo in superficie per farlo respirare, anche se ha già smesso di vivere.

Dunque potremmo vederle nuotare davanti a Pra’ e Voltri ancora per molto tempo. Il problema è rappresentato dal cibo. “Sono animali intelligenti, sanno quello che fanno, ma un maschio adulto mangia in media 35-50 chili di pesce al giorno. Chi può dire se adesso mangiano o no?”, continua Verga.

Una situazione “preoccupante”, confermano i veterinari dell’Acquario. Anche se l’uomo non potrà farci molto, perché si tratta pur sempre di animali selvatici e l’ipotesi di trasferirli in cattività non è contemplabile. Gli esperti si possono limitare alla sorveglianza e al monitoraggio del gruppo di animali per ottenere informazioni indirette sul loro stato di salute. La speranza è che le condizioni meteo marine dei prossimi giorni consentano di tornare per effettuare osservazioni migliori.

Nel frattempo rimane in vigore l’ordinanza della capitaneria di porto di Genova – che continua a osservare gli animali insieme agli altri enti coinvolti – che vieta la navigazione e qualsiasi attività subacquea nell’area della cosiddetta “zona di precauzione” prospiciente l’ingresso al bacino portuale di Pra’.

Quando le orche andranno via, probabilmente, sarà perché avranno abbandonato il cadavere del loro sfortunato cucciolo. Per avvistarle di nuovo in Liguria potrebbe passare molto tempo. L’ultima volta erano state viste a Sanremo e Finale Ligure nel 1985. Nel Mediterraneo sono piuttosto rare, anche se cinque pod vengono avvistati stabilmente nello stretto di Gibilterra, da cui anche le orche “genovesi” sono plausibilmente arrivate.