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Maltempo, ministro Bellanova a Savona: “Tavolo straordinario per la Liguria”

"Dovrà valutare gli strumenti più utili per affrontare emergenze e criticità sul territorio"

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Savona. È arrivato puntuale, intorno alle 15, presso la Prefettura di Savona, il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova. Si tratta dell’ennesima visita (una decina di giorni fa, era arrivato il ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli insieme al sottosegretario del MIT Salvatore Margiotta) ad opera di esponenti del Governo nel savonese per dimostrare vicinanza e ascoltare le richieste di un territorio pesantemente danneggiato dal maltempo (il 23 e 24 novembre scorsi).

Il ministro Teresa Bellanova in visita a Savona

All’incontro, incentrato sui danni al sistema infrastrutturale ed al tessuto economico e sociale della provincia di Savona, con particolare riferimento al settore agricolo devastato da allagamenti e fenomeni di dissesto che hanno colpito molte imprese, hanno preso parte i rappresentanti di Regione Liguria, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri ed i sindaci del territorio.

“È giusto, ed è quello che dirò anche al Governo ed in prima persona al Presidente del Consiglio, istituire un tavolo straordinario per la Liguria e Savona, che valuti gli strumenti più utili per affrontare emergenze e criticità sul territorio”, le prime parole del ministro Bellanova al termine dell’incontro.

“Quello che i sindaci chiedono è un intervento importante: un tavolo presso la Presidenza del Consiglio perchè questo territorio necessita di uscire dalla emergenze. Serve una sede per affrontare le questioni e dare risposte, in particolare in termini di futuro. Dobbiamo dire alle persone che stanno in prima linea che bisogna lavorare sulle infrastrutture, ma servono anche tanti interventi nella quotidianità: nella aree interne, in particolare, ci sono zone  improduttive incolte e questo contribuisce ai disastri. Io conosco questo territorio per avere gestito anche alcuni tavoli di crisi e per aver contribuito a istituire l’area di crisi complessa, che dice una cosa molto semplice: le risorse disponibili bisogna investirle e le infrastrutture bisogna realizzare e manutenzionarle per far vivere meglio il territorio e renderlo competitivo”.

Quindi, un messaggio per i lavoratori liguri di Ilva: “Questo Paese non puo permettersi di vedere il fallimento di un tavolo così importante. Non bisogna dare pretesti ad ArcelorMittal per chiudere lo stabilimento di Taranto e per indebolire quello di Genova. Bisogna riattivare un tavolo di confronto per portare l’azienda ad assolvere gli impegni che ha assunto: non si può far fallire un’azienda che da lavoro a migliaia di persone e non si può permettere ad un’azienda di mettere fuori gioco una importante filiera come quella dell’acciaio. Se chiude Ilva non solo perderebbero il lavoro 20mila persone ma ne risentirebbe la competitività del Paese. È bene che su questo ognuno, prima di fare proclami e propaganda, si assumesse tutte le responsabilità a partire dall’azienda, che deve rispettare i termini dell’accordo sottoscritto solo un anno fa. Le crisi del settore dell’acciaio, come altre, vanno affrontate con strumenti ordinari: cassa integrazione ordinaria e investimenti che ci permettano di fare acciaio di maggiore qualità e a prezzi più competitivi”, ha concluso.