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Iqos Art Talk, per il ciclo di appuntamenti a Genova opere di Warhol e Haring

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Genova. Un collezionista d’eccezione come il genovese Edoardo Marcenaro e due icone dell’arte pop come Andy Warhol e Keith Haring sono stati gli ingredienti dell’IQOS Art Talk, il format di eventi di approfondimento culturale promosso da Philip Morris Italia, nell’incontro dal titolo “CirculArt Economy – l’economia circolare come meccanismo per sostenere l’arte attraverso l’utilizzo di oggetti comuni.

Al Circolo Artistico Tunnel, uno dei luoghi simbolo della cultura a Genova, Guido Talarico, fondatore e editore del magazine di arte contemporanea Insideart, e Edoardo Marcenaro, appassionato collezionista, si sono incontrati, mercoledì sera, per raccontare la passione che anima lo spirito del collezionista d’arte contemporanea e come questo possa coniugarsi al tema, sempre più attuale, dell’economia circolare.

Utilizzare materiali scartati dai processi valoriali dell’industria e del consumo per ridisegnarli in una nuova semantica estetica è un percorso che molti artisti hanno intrapreso fin dagli anni ‘60 e che non smette di stupire. Fondamentale perché il nuovo modello di economia circolare si affermi è stabilire una stretta connessione tra industria, arte e design.

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Primo punto di riflessione dell’incontro è il lavoro di Andy Warhol, il maestro del movimento artistico che ha fatto di prodotti commerciali, di uso quotidiano, delle autentiche opere d’arte. Il lavoro artistico di Warhol permette di contestualizzare al meglio la rivoluzione della riproducibilità dell’arte e l’impatto che ha avuto sulla sua fruizione da parte del grande pubblico.

“Ho scoperto che, proprio come nella vita reale, ogni tanto l’immaginazione deve sopperire all’esperienza”. Così inizia una delle più belle descrizioni del collezionista d’arte contemporanea che si trova in un passaggio di “Oggetti di Bellezza”, romanzo di Steve Martin. E così inizia la riflessione di Marcenaro che, tornando a Genova sua città natale, racconta la storia personale di costruzione di una collezione ispirata all’economia circolare, mostrando al pubblico per la prima volta alcune opere da lui acquistate: 5 Warhol e un Keith Haring (untitled).

Spaziando dall’arte astratta a quella figurativa fino alla street-art, Marcenaro propone inoltre alcuni consigli preziosi dedicati ai collezionisti d’arte, come ad esempio: acquistare arte che piaccia anziché dare priorità all’investimento economico; variare e non concentrarsi su un unico genere o artista; frequentare musei e gallerie per stimolare contaminazioni; affidarsi a letture di manuali, oltre che al proprio intuito.

Da ultimo, focalizzarsi non solo sul pezzo unico ma costruire, ove possibile, una relazione con l’artista che lo ha concepito. L’incontro con Michelangelo Pistoletto al MACRO di Roma o l’inattesa visione di figuro con paraocchi e fiamma ossidrica – Francesco Varesano, artista e “homo faber” di profili in legno – sono esempi di momenti dal valore inestimabile, che superano il miglior certificato di autenticità nel mondo dell’arte contemporanea.

“Può mai terminare una collezione di arte contemporanea?” si chiede infine Marcenaro. La risposta naturalmente è no, essendo la collezione un progetto in continua evoluzione e strettamente collegata al DNA del collezionista.

Con questo appuntamento, Philip Morris che, con IQOS, ha rivoluzionato la propria visione aziendale per costruire un futuro senza fumo, offre spunti di approfondimento su cambiamento e innovazione, dove arte e cultura restano elementi fondamentali sui quali puntare. L’azienda conferma così il proprio impegno nell’ambito della cultura, sostenendo diverse iniziative per raccontare contaminazioni inedite tra varie discipline, rivolgendo lo sguardo all’innovazione e al futuro.