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Gronda, Terzo Valico, trasporto pubblico e regionali: ecco le insidie genovesi per la ministra De Micheli

Appuntamento oggi in prefettura alle 10.30: tavolo tecnico, poi incontro politico con centrosinistra e M5s

Genova. L’appuntamento è fissato alle 10.30 in prefettura. Inizia a quell’ora il tavolo tecnico istituzionale con la ministra dei trasporti Paola De Micheli, il sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente della Regione Giovanni Toti. Ma a incontrarsi nella sede locale del governo saranno poi molti altri rappresentanti politici: dal sottosegretario pentastellato Roberto Traversi ai vertici locali di Partito Democratico e Leu. Perché dopo aver fatto il punto sui dossier più caldi per Genova e la Liguria, su cui potrebbe giocarsi anche la tenuta del governo, si terrà anche un vertice riservato alle forze di maggioranza. 

Di cosa si parlerà con Paola De Micheli? Anzitutto della Gronda. Questo, ufficialmente, il tema del tavolo tecnico. Sarà il primo incontro ufficiale del governo Conte bis sulla grande opera che Bucci e Toti vorrebbero veder partire subito mentre i Cinque Stelle cercano ancora un compromesso. Direttamente connesso è il tema delle concessioni autostradali: se, come insistono i pentastellati, dovesse decadere il contratto con Aspi, l’esecutivo dovrà trovare in altri modi i 4,2 miliardi necessari a finanziarla. Toti, che questo appuntamento lo aveva chiesto per primo, sogna in realtà una concessionaria gestita dalla Regione, con la dotazione necessaria anche a pagare le infrastrutture da realizzare. Un’ipotesi che, a dire il vero, rientra nella partita dell’autonomia differenziata, molto più ampia e complessa.

La Gronda sì, ma non solo. Da Roma non è ancora uscito il decreto attuativo che dovrebbe dare pieni poteri a Calogero Mauceri, individuato come commissario straordinario di Terzo Valico e nodo ferroviario. Altro rebus da sciogliere è quello del raddoppio ferroviario della Genova-Ventimiglia, che in parte non è ancora finanziato. C’è la partita Fincantieri, coi soldi del ribaltamento inseriti in extremis in manovra e il rischio almeno parziale che questi vadano a intaccare la riserva statale per il nuovo ponte, in caso Autostrade smettesse di pagare. Il presidente Toti, poi, spingerà ancora la richiesta di operare un sindacato ispettivo su viadotti e strutture autostradali a rischio sicurezza, in modo da esercitare un controllo terzo sia rispetto ai concessionari sia rispetto al ministero.

Molto scottante per la giunta Bucci è l’argomento del trasporto pubblico. Il ministero ha ‘congelato’ la richiesta di 547 milioni per i filobus sui quattro assi di forza della città, aprendo alla possibilità di inviare ulteriori documenti per dettagliare meglio il progetto. Le forze di governo, Pd e M5s, spingono a livello locale per la bocciatura definitiva in modo da poter accusare gli avversari di un clamoroso fallimento e rilanciare con la tranvia in Valbisagno. Ma un no secco a Genova, città segnata da continue emergenze, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per Paola De Micheli e tutti i democratici.

Ma, si diceva, a Genova si parlerà anche di temi più strettamente politici. E allora la presenza della ministra De Micheli insieme a vari maggiorenti del Movimento 5 Stelle e del centrosinistra (ci sarà ad esempio Simone Farello, nuovo segretario regionale ad interim e coordinatore delle trattative) servirà anche a fare il punto sulle regionali. L’alleanza di governo si può replicare in piazza De Ferrari? Alice Salvatore ha già lanciato la propria ricandidatura in solitaria (addirittura con l’ipotesi di una lista personale affiancata al simbolo del movimento), ma nel ‘campo progressista’ che comprende il Pd e le forze ai suoi lati si lavora alacremente a un sodalizio allargato che offra almeno una chance di superare numericamente la coalizione di Toti a traino leghista. Certo è che, in caso di alleanza e débacle come in Umbria, la compagine giallorossa subirebbe un altro durissimo colpo. Per Paola De Micheli quella di Genova non è comunque una passeggiata.