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Fincantieri, l’escamotage per il ribaltamento mette a rischio la ricostruzione del ponte

Una parte dei 480 milioni previsti dall'emendamento intacca le garanzie sul nuovo viadotto. Rixi-Toti: "E se Autostrade smette di pagare?"

Genova. I 480 milioni per il ribaltamento a mare di Fincantieri, prima cancellati dalla manovra e ora inseriti in seconda battuta, sono gli stessi previsti dal decreto Genova per finanziare la ricostruzione del viadotto Polcevera nel caso Autostrade decidesse di non pagare più.

Un’astuzia, prevista dall’emendamento partorito da Lega-M5s e fatto proprio anche dal Pd col placet della ministra De Micheli, che preoccupa non poco i commissari Marco Bucci e Giovanni Toti. “Mi auguro che siano fondi aggiuntivi e non si vadano a pescare nella dotazione commissariale”, ha detto il presidente della Regione in giornata dopo aver incontrato col sindaco l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono.

Secondo il testo originale dell’emendamento, ancora non approvato, 40 milioni sarebbero esplicitamente sottratti alla dotazione del commissario Bucci nel 2020, mentre gli altri 440, distribuiti sui tre anni successivi, verrebbero presi dal fondo investimenti delle amministrazioni centrali. Fondo che tuttavia sarà alimentato anche dai soldi che lo Stato ha messo a garanzia per il nuovo ponte, in tutto 360 milioni.

La Lega è corsa ai ripari con un correttivo da presentare in commissione bilancio al Senato per eliminare almeno il riferimento esplicito al decreto Genova. “Finché il ponte non sarà costruito sembra inopportuno togliere coperture pubbliche – spiega il deputato ligure Edoardo Rixi -. È una mossa rischiosa. Se Autostrade smettesse di versare soldi potrebbero esserci problemi sulla ricostruzione. E vista la situazione delle concessioni non è ipotesi del tutto campata in aria. In altre parole potrebbero ricattarci come con Alitalia, e si è visto come è finita”.

A far suonare il campanello d’allarme è stata anche la svolta nel ricorso di Autostrade contro l’estromissione dai lavori. Il Tar della Liguria ha ravvisato “profili di incostituzionalità” e ora dovrà pronunciarsi la consulta. La società non ha mai chiesto la sospensiva per non bloccare la ricostruzione, ma in caso di vittoria non è escluso che i Benetton smettano di pagare. A maggior ragione se la concessione verrà revocata, obiettivo fisso dei cinque stelle in pressing permanente sul presidente Conte.

“Credo che le politiche industriali, che non sono solo genovesi perché la salute di Fincantieri è un beneficio per il paese, debbano trovare coperture nei fondi del Mise o sui fondi di sviluppo e coesione senza andare a intaccare la dotazione commissariale”, ha proseguito Toti. Le risorse stanziate per la ricostruzione sono “di garanzia, perché il ponte al momento è pagato da Autostrade”, ma “vista anche la grande turbolenza” intorno alla società concessionaria “è bene per prudenza tenerle a disposizione della struttura commissariale”.