Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Edilizia, in Liguria fallimenti a raffica. Centinaia di lavoratori appesi alle scelte del Governo

Ancora niente decreto per il commissario di nodo e Terzo Valico, Tafaria (Filca Cisl): "A rischio in 86, la cassa integrazione scade ad aprile"

Genova. Non si arresta la crisi dell’edilizia in Liguria, come dimostrano i dati di Unioncamere aggiornati a novembre sulle imprese del settore costruzioni. Dall’inizio dell’anno sono fallite 31 imprese, con un aumento del 19,2% rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre scioglimenti e liquidazioni ammontano a 181 casi, cioè il 26,6% in più. In tutto sono scomparse 212 imprese, in media 23,5 al mese.

E mentre i numeri certificano che la ripresa è ancora molto lontana, anche l’occupazione è sempre in allarme rosso. Al momento sono almeno 250 i lavoratori appesi a un atto formale del Governo, il decreto attuativo con la nomina di Calogero Mauceri a commissario di Terzo Valico e nodo ferroviario. Il punto cruciale sta nei poteri che gli verranno attribuiti. Se sarà in grado di saltare le normali procedure di gara, come previsto dallo ‘sblocca cantieri’, i lavori fermi da due anni potranno ripartire in pochi mesi. In caso contrario il rischio concreto è quello di trovarsi nel 2023 con una linea ad alta velocità azzoppata. Il provvedimento doveva arrivare venerdì ma è stato rimandato alla prossima settimana.

“Appena arriverà la firma chiederemo di parlare con Mauceri e con Rfi – spiega Andrea Tafaria, segretario regionale della Filca Cisl – perché ad oggi ci sono 86 ex dipendenti di Astaldi in cassa integrazione fino ad aprile. Dopo questo termine saranno tutti disoccupati”. Oltre agli edili già impegnati nel cantiere, che dovrebbero tornare al lavoro grazie a una clausola sociale, dovrebbero entrare a breve giro di posta altre maestranze per un totale di 250 persone nei prossimi due anni. I sindacati sperano di ‘ripescarli’ dall’enorme bacino di 9mila disoccupati liguri del settore in attesa di essere ricollocati.

C’è poi il tema delle manutenzioni autostradali, legate giocoforza a quella che sarà la scelta del governo sulle concessioni. A titolo di esempio sono un centinaio i lavoratori liguri di Pavimental, società del gruppo Atlantia che ha pianificato un incremento di organico a fronte degli interventi straordinari programmati da Aspi sui viadotti. Cosa succederebbe in caso di revoca? Al momento nessuno lo sa. In un filone parallelo potrebbero rientrare anche i 21 della fallita ditta Carena, passati dal nodo di San Benigno alla cassa integrazione, ma il dialogo tra sindacati e Autostrade non è ancora partito nonostante il ministero dei trasporti abbia già dato il via libera per l’affidamento diretto del cantiere.

Il 10 dicembre anche gli edili liguri saranno a Roma per manifestare insieme ad altre categorie, come metalmeccanici e trasporti, per chiedere subito lo sblocco delle opere rimaste al palo e una boccata d’aria per il settore.