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Cooperazione internazionale di polizia: a Genova la conferenza regionale foto

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Genova. Questa mattina il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Rizzi, ha presieduto la settima conferenza regionale sulla cooperazione internazionale di polizia, presso l’Auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice di Genova.

All’evento, organizzato e realizzato dallo SCIP – Servizio per la
Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale sono intervenuti i vertici della Magistratura e delle forze di polizia della regione Liguria ed ha visto la partecipazione del Direttore dell’Ufficio Coordinamento e Pianificazione per le forze di polizia, Prefetto Maria Teresa Sempreviva.

L’obiettivo di queste conferenze regionali è quello di illustrare ai
reparti territoriali le capacità operative del Servizio per la
Cooperazione Internazionale di Polizia, la forza dei suoi canali di
comunicazione e di interoperabilità delle banche dati, la connessione con le agenzie Interpol ed Europol, le piattaforme disponibili e gli strumenti che attualmente sostengono, attraverso la rete dello SCIP, le indagini internazionali e l’attività di prevenzione che valica anche i nostri confini.

Nel suo intervento il Prefetto Rizzi ha sottolineato che Il senso di
questo ciclo di conferenze è quello di far conoscere gli strumenti
della cooperazione internazionale di polizia e la loro finalità
strategica per affrontare le varie minacce criminali.

Ormai non esiste più un crimine nazionale, ristretto in confini
territoriali. Cybercrime, terrorismo, traffico di droga, tratta di esseri umani sono fatti-reato la cui georeferenziazione è pressoché impossibile.
Questa oggi è l’evoluzione della minaccia criminale globale a cui il
Dipartimento della Pubblica Sicurezza risponde attraverso l’operato
del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che
condensa in se le specificità tecnico/operative delle quattro forze di
Polizia.

Pertanto cooperazione, condivisione, innovazione e conoscenza sono parole chiave del “network sicurezza” che si basano su un nuovo abito culturale che non può prescindere dalla parola fiducia, dal trust del mondo anglosassone.