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Cittadini sostenibili, a Genova differenziata flop: “Basta progetti vetrina, serve tariffazione puntale”

L'associazione propone di attuare diversi meccanismi, con maggiore controllo, sacchi con codici a barre e la creazione di nuove isole ecologiche

Genova. Fermi al 35% di raccolta differenziata. Praticamente la metà dei valori registrati a La Spezia, che già nel 2018 sfiorava il 70%. “I dati parlano chiaro – scrivono dall’associazione Cittadini Sostenibili – stiamo mancando nuovamente gli obiettivi minimi fissati dalla Regione, e per questo il Comune di Genova (ovvero noi cittadini) pagherà nuovamente una multa salata. Nel 2018, la multa era di 488.000 euro: soldi che avrebbero potuto essere spesi certamente per altro. Ci teniamo a rimarcarlo: noi cittadini sprecheremo centinaia di migliaia di euro anche quest’anno a causa di un sistema di gestione rifiuti antiquato e inefficiente. Possibile che nessuno si prenda mai delle responsabilità pubbliche?”

“I cittadini possono e devono essere incentivati a comportamenti virtuosi, come fare la differenziata. In primis dai decisori locali, Comune di Genova e Amiu Genova. Le soluzioni ci sono e praticabili – continua la nota – Il momento migliore per realizzarle è vent’anni fa. Oggi lo stato delle cose è semplicemente insopportabile. Siamo stanchi di sentire le solite lamentele e i luoghi comuni sul tema, che giustificano lo stato attuale: scontenti ma immobili”.

Ancora: “Ben vengano iniziative virtuose da parte dell’amministrazione o di Amiu per creare cultura e progetti pilota, ma sulle basi – l’efficacia della raccolta differenziata – Genova non può permettersi di fallire. Non possiamo essere virtuosi a partire dal “tetto”, se a vacillare sono le “fondamenta” della gestione rifiuti. Noi cittadini non possiamo permettercelo. Questi recenti progetti rischiano di essere delle “vetrine” che alla fine dei conti (perché di conti si tratta) non riescono ad arginare o avere alcun impatto su una situazione generale ancora desolante”.

Il punto è incentivare e disincentivare i comportamenti. E per far questo bisogna adottare un sistema ordinato, controllabile. Adottarlo ora. Secondo Cittadini Sostenibili, bisogna introdurre il sistema chiamato “tariffazione puntuale”. ovvero un sistema che faccia pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.

“L’introduzione di sacchetti etichettati dal codice a barre, i bidoni che si aprono con tessera magnetica identificativa, sono degli esempi. Soluzioni non utopiche, ma reali e concrete, adottate anche di recente dalla vicina città di La Spezia – sottolineano – se ogni nucleo abitativo venisse dotato di sacchetti colorati, con già sopra un codice a barre identificativo, si potrebbe cominciare a premiare chi differenzia bene e chi compie violazioni clamorose. Ogni violazione sarebbe più facile da individuare, complici anche le telecamere nei punti raccolta. Non per punire, ma per incentivare. Come già accaduto anche per il contrasto all’abbandono dei rifiuti ingombranti, che ha visto alzarsi il numero di violazioni ravvisate e sanzioni conferite”.

La realizzazione di nuove Isole Ecologiche, da anni in previsione ma tutt’ora mai attuata, permetterebbe inoltre di rendere maggiormente capillare il coinvolgimento sul territorio dei cittadini.