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“Che l’inse?”, a Genova corteo storico in memoria della rivolta del Balilla

Il 5 dicembre 1746 la cacciata degli austriaci dalla città

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Genova. Domani alle 10.30 a Portoria si terrà la tradizionale commemorazione del Balilla, ossia Giovanni Battista Perasso, il bambino che il 5 dicembre 1746 al grido di “Che l’inse” dette origine alla rivolta popolare che portò alla cacciata degli invasori austriaci.

La novità di quest’anno sarà un corteo di figuranti in costume storico che, dopo la deposizione della corona presso il monumento nei pressi del tribunale, si snoderà lungo i luoghi dove il Balilla visse, dall’arco situato all’incrocio tra via XX Settembre e via V Novembre fino a piazza Dante davanti all’ex palazzo Gaslini, per poi concludersi in piazza De Ferrari.

E proprio lì, davanti alla scalinata di palazzo Ducale, si terrà alle ore 11 la rievocazione storica della giornata del 5 dicembre, a cura della Pro loco Centro storico genovese e del gruppo I Malandrini.

Saranno presenti l’assessore ai grandi eventi Paola Bordilli con il gonfalone del Comune di Genova, i rappresentanti del municipio Centro Est, l’associazione “A Compagna”, la Pro loco Centro storico genovese e i bambini di una classe dell’Istituto Conturbenio D’Albertis. Il gruppo folk “Città di Genova” accompagnerà in musica i diversi momenti della cerimonia.

“Abbiamo voluto organizzare questa “Giornata della rivolta di Portoria” per sottolineare l’importanza di questa ricorrenza per la nostra città. Il gesto del Balilla rappresenta la caparbietà, la forza di reagire, il legame con la città e il profondo senso di patria dei genovesi”, commenta l’assessore Bordilli.

La proposta di istituire una giornata per valorizzare la figura del Balilla era arrivata dal municipio Centro Est e il Consiglio comunale l’aveva accolta con una mozione approvata nel dicembre dello scorso anno. “Importante per noi – ha detto il presidente Andrea Carratù – ancorare alle nostre radici storiche la volontà della città di ribellarsi a chi ha poca attenzione alle nostre difficoltà e a ricordarci che con il nostro carattere e forza di volontà nulla ci è precluso”.