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“Basta pedaggi, i vostri soldi non valgono le nostre vite”. Striscioni contro Autostrade comparsi nella notte foto

La firma è del neonato Comitato ligure per le Autostrade, che chiede la fine della concessioni e la nazionalizzazione

Genova. Le autostrade sono dei liguri“, “I vostri soldi non valgono le nostre vite” e “Basta pedaggio sulle autostrade liguri“. Questi gli striscioni comparsi questa notte vicino alle entrate di alcuni caselli genovesi, dopo la due giorni “infernale” di Natale per le strade genovesi.

L’azione è stata ‘rivendicata’ da un neonato “Comitato Ligure per le Autostrade”, per la prima volta, (a quanto pare visto che la relativa pagina facebook è stata creata il 26 dicembre), in azione “per focalizzare l’attenzione delle autorità politiche locali e nazionali sulla questione delle concessioni ai privati delle infrastrutture strategiche della nostra regione – si legge nel comunicato – e sulla ormai inderogabile e vitale esigenza di rendere gratuito l’utilizzo della rete autostradale regionale per i cittadini Genovesi e liguri”.

Secondo il comitato “la maggior parte per criticità causate da incuria e mancanze nella manutenzione da parte delle società concessionarie, le quali hanno ricavato negli anni importanti profitti sulle spalle dei cittadini e dello Stato”.

La richiesta è chiara: “Il Comitato ligure per le autostrade, facendosi voce dei cittadini di Genova, Savona e delle altre province liguri, chiede quindi la gratuità immediata delle autostrade regionali, e propone di revocare le concessioni alle società private negligenti nella gestione di questi beni pubblici fondamentali per la nostra Regione, e di conseguenza la nazionalizzazione delle stesse”.

“Chiediamo ai cittadini genovesi e liguri di non permettere che le vittime della tragedia del Ponte Morandi siano morte invano – si conclude il comunicato stampa – di non lasciare che i colpevoli restino impuniti e di appoggiare le prossime iniziative di sensibilizzazione e di protesta nei confronti di chiunque non rispetti i diritti dei nostri concittadini, dei lavoratori e degli autotrasportatori“.