Genova. Salari bassi, poco tempo libero e scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro: sono queste le criticità maggiori che vivono le badanti emerse durante il convegno “Welfare familiare: tutela delle donne e delle lavoratrici nel lavoro di cura in ambito domestico” organizzato a Genova dalla Uil Liguria- Uiltucs Liguria al quale ha preso parte anche il segretario nazionale Ivana Veronese per la quale “è necessario fare emergere il lavoro nero e dare più voci alle lavoratrici”.
A Genova, le badanti assunte in regola sono circa 18 mila, e percepiscono in media, per 54 ore lavorative settimanali, meno di mille euro mensili. “Oggi colf e badanti – spiega Samantha Merlo, funzionaria Uiltucs Liguria – sono in gran parte cittadine ucraine, ecuadoriane, bielorusse, romene e peruviane, tra i 40 e i 55 anni. A fine anno o a fine rapporto di lavoro, badanti e domestiche vengono da noi a controllare la busta paga e a chiedere il calcolo del Tfr”.
Per le lavoratrici le criticità maggiori, oltre i salari troppo bassi, sono le richieste pressanti di estensione dell’orario di lavoro, il poco tempo libero e la scarsa sicurezza personale per via dei pesi che sono costrette a sollevare, oltre “alle patologie alle quali sono esposte avendo a che fare con soggetti fragili e malati – ha spiegato Sheeba Servetto, segretario confederale regionale Uil Liguria – e spesso sono costrette a sacrificare la loro vita personale per il lavoro che le impegna la maggior parte del tempo”.