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L'indagine

Volevano fondare un partito nazista, tra gli obiettivi la sede Anpi di Genova

Tre indagati a Genova, non sono nomi noti per gli investigatori della Digos e hanno tutti oltre 50 anni

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Genova. Sono Alessandro Piga, 65 anni, Claudio Testa 58 anni e Olga Giorgi, 66 anni i genovesi indagati per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere. Da questa mattina dall’alba la Digos di Genova sta perquisendo le loro abitazioni nell’ambito dell’operazione ‘Ombre Nere’, diretta dalla Procura distrettuale di Caltanissetta volta a sgominare la creazione di un partito nazista con ramificazioni in diverse città d’Italia.

A casa degli indagati genovesi, che non hanno precedenti penali, la Digos ha trovato parecchio materiale propagandistico di stampo soprattutto fascista: volantini, croci celtiche, calendari, busti di Mussolini, ma anche coltelli e armi finte.

Agli indagati sono stati sequestrati pc e telefoni cellulari. Secondo quanto appreso gli indagati genovesi non avrebbero avuto legami con le organizzazioni di estrema destra cittadina, al contrario di Pasquale Leone Nucera, di Ventimiglia, che circa due anni fa ha stato vice coordinatore di Forza Nuova per la provincia di Imperia che avrebbe avuto un ruolo di reclutatore.

Diciannove in tutto le persone indagate in tutta Italia, tutte accomunate dal fanatismo ideologico. Sono agghiaccianti le frasi intercettate dagli investigatori (la Digos di Enna sotto il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni): “Ammiro Hitler perché li bruciava tutti. Sono razzista, fascista e sono felicemente omofobo”, affermava uno degli indagati, dichiarando apertamente «guerra agli ebrei… fulcro di ogni problema».

E ancora nei dialoghi spesso viene condivisa la necessità di avviare azioni violente, facendo riferimento a un canale aperto di fornitori in grado di munirli di kalashnikov a 150 euro. Un altro indagato si dice pronto a passare all’azione, vantando la sua pregressa esperienza militare: la sua idea sarebbe stata iniziare con “un’azione minima”, lanciando una bottiglia incendiaria in una sede dell’Anpi a Milano o Genova da far lanciare a un marocchino per depistare. E chi lo ascoltava rispondeva vantandosi di girare con una corda in auto pronto a usarla, non avendo remore se necessario a “spezzare una carotide”.

Proprio Pasquale Leone Nucera, calabrese, ex pentito ed ex legionario, sarebbe stato l’addestratore del gruppo.

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