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Val Verde, traffico notturno di betoniere dai cantieri del Terzo Valico. La protesta dei residenti

Secondo gli attivisti No Tav l'impianto di betonaggio doveva servire unicamente al cantiere di Cravasco

Genova. Un via vai di decine di mezzi pesanti che, di sera e di notte, attraversa la Val Verde, provenienti o diretti al cantiere del Terzo Valico di Cravasco.

Questa la denuncia di residenti e militanti No Tav, che da anni lamentano i disagi provocati dai cantieri dell’alta velocità, le cui attività sarebbero non compatibili con quanto previsto inizialmente: “Dicevano che quell’impianto avrebbe eliminato le betoniere dai centri abitati, invece è stato l’esatto contrario”.

A poche decine di metri dal cantiere di Cravasco, dove si sta scavando una delle gallerie della grande opera, è attiva la Cava Castellaro, che ha il doppio utilizzo di conferimento dello smarino di scavo e di produzione degli inerti e di cemento per i cantieri. Negli anni scorsi, infatti, nel sito è stato allestito un impianto di betonaggio che, secondo i progetti di cantiere avrebbe evitato i trasferimenti di cemento tramite betoniere, producendo in loco quanto necessario.

Ma, secondo gli attivisti, dal cantiere escono decine di mezzi, verso altre destinazioni: “Anche questa sera/notte via vai continuo di betoniere dall’impianto di betonaggio di Cravasco, attraverso Isoverde, Campomorone e Pontedecimo, verso i cantieri del genovesato”, denunciano attraverso una nota stampa.

Una situazione che sta producendo non pochi disagi per la popolazione locale e per la viabilità della valle, con traffico, rumore e inquinamento relativo: “Una delle tante speculazioni collegate al Valico, una delle tante ferite che resteranno in eredità al nostro territorio. Una delle tante promesse fatte dai sostenitori del Terzo Valico che viene, passo dopo passo, smentita dalla storia”, concludono.