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Toti a muso duro: “A Genova troppi danni, il Governo ha superato il livello di guardia”

In manovra mancano i soldi per la Gronda e il ribaltamento Fincantieri. "Nazionalizzare Ilva? Soluzione peggiore del danno"

Genova. “Credo francamente che sia stato superato il livello di guardia“. Il presidente Giovanni Toti usa una metafora alluvionale, mai così calzante come in questo periodo, per condannare senza riserve il governo Conte bis. La goccia che fa traboccare il vaso – anzi, il fiume – è la notizia dell’assenza in manovra di fondi per la Gronda e dei 500 milioni per il ribaltamento a mare di Fincantieri.

“Per noi la Gronda è un’opera non solo strategica – ribadisce Toti – ma doveva essere già partita e non doveva far parte della manovra perché prevista da una grande concessionaria che avrebbe dovuto pagarla coi soldi relativi al suo contratto. Se il governo è riuscito a far saltare in aria tutto questo, e se mettiamo in fila tutti i danni fatti negli ultimi mesi su Genova, la Gronda da un lato, Ilva dall’altro, credo francamente che sia stato superato il livello di guardia. Abbiamo chiesto col sindaco Bucci un incontro col premier Conte e il ministro Patuanelli, ci auguriamo che ci ricevano quanto prima anche con le parti sociali”.

In mattinata, intanto, i lavoratori ex Ilva si sono riuniti in assemblea insieme ai cassintegrati. Per il momento niente sciopero ma confermato lo stato di agitazione. Toti pronto a scendere in piazza, ma l’ipotesi di un intervento statale è da scartare: “Il Governo mi pare tiri fuori alcune soluzioni che sono peggio del danno provocato. La nazionalizzazione di Ilva a spese del contribuente l’abbiamo già vissuta con Alitalia e in molte altre situazioni: vuol dire scaricare su tutti noi guai che il Governo non ha saputo risolvere”.

Su Fincantieri monta anche la rabbia dei sindacati. “Questa è, purtroppo, la dimostrazione plastica del pressappochismo di questo governo – attacca Mario Ghini, segretario regionale della Uil – Oltre a queste notizie, che già da sole sono drammatiche, assistiamo ad una situazione complessiva della Liguria che definire drammatica è poco: i riflessi negativi sull’occupazione sono devastanti. Genova è tra le prime città che usufruisce della cassa integrazione, un chiaro indice di mancata crescita e di arretramento. Alle istituzioni ribadiamo: basta minacciare, un giorno sì e l’altro pure, di scendere in piazza! Le invitiamo, invece, a lavorare insieme a noi per il rilancio del territorio e per riportare in Liguria nuova imprenditorialità e nuove attività commerciali e industriali”.

“Toti deve smettere di fare campagna elettorale sulla pelle dei liguri. Capisco benissimo che non sia in grado di fare il Presidente della Liguria, ma solo il globetrotter della comunicazione. A tutto, però, c’è un limite – contrattacca per il Pd ligure il capogruppo in Regione Giovanni Lunardon – Fondi per la Gronda nella Legge di Bilancio non ce ne devono essere, perché a finanziare l’opera sono i pedaggi autostradali previsti dalla concessione, a prescindere da chi ne è il titolare. Questo è sempre stato un punto fermo della Gronda: lo Stato non ci mette un euro. Lo sa Toti?”

Su Fincantieri, invece, “Toti deve dirci perché finora non abbia fatto nulla, salvo annunciare ciclicamente date per l’avvio e la conclusione dei lavori, che vengono sistematicamente smentite dai fatti. Posto che la discussione sulla legge di bilancio è ancora tutta da fare un Presidente di Regione minimamente responsabile proverebbe a costruire un rapporto di collaborazione con il Governo, per fare ciò che non è stato fatto dall’esecutivo precedente (quello dove stavano la Lega e Rixi): sottoscrivere un nuovo accordo di programma e trovare risorse costanti nel tempo per colmare il gap di 500 milioni di euro necessari a quest’intervento”.