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Terzo Valico, rischio nuovi ritardi se il commissario non avrà “super poteri”

Atteso il decreto di nomina per Calogero Mauceri, la Cisl: "Temiamo altri due anni di stop per il nodo ferroviario". Allarme Rixi: "In pericolo anche i cantieri della linea principale"

Genova. Forse era troppo presto per festeggiare. Due buone notizie, la scelta di Calogero Mauceri come commissario del Terzo Valico e gli scavi delle gallerie arrivati oltre il 40%, hanno schiarito i cieli sull’opera che dovrà offrire alla Liguria uno sbocco veloce per merci e passeggeri. Ma il decreto di nomina non c’è ancora: arriverà con ogni probabilità la prossima settimana, dopo l’intesa comunicata al telefono dal presidente Toti. E molto dipenderà dai contenuti di quel documento.

Al momento l’apertura della linea è prevista per il 2023, data che tiene già conto degli innumerevoli ritardi accumulati nel corso degli anni. La sua efficacia sarà però annullata se verranno a mancare due opere strettamente connesse. Il nodo ferroviario di Genova, che avrà la funzione di separare il traffico locale da quello a lunga percorrenza, bloccato al 40% da dicembre 2018. E il quadruplicamento della tratta Tortona-Voghera, vero collo di bottiglia in Pianura Padana, mai partito.

Per risolvere l’impasse il decreto ‘sblocca cantieri’, approvato a giugno grazie anche alle pressioni dell’allora viceministro Edoardo Rixi, aveva previsto l’accorpamento di entrambi progetti a quello del Terzo Valico sotto un solo commissario in grado di aggirare i tempi previsti dalle normative in vigore.

“Ma se Mauceri non riceverà dal Governo poteri straordinari, il nodo di Genova potrebbe accumulare altro ritardo, pensiamo uno o anche due anni“, denuncia Andrea Tafaria, segretario ligure della Filca Cisl, sindacato degli edili che solo pochi giorni fa sono scesi in piazza per chiedere lo sblocco delle opere.

In altre parole: serve un super commissario “alla Bucci” in grado di saltare le normali procedure di gara. In caso contrario si rischia che il passante non sia pronto quando il Terzo Valico sarà invece completato, facendo slittare di fatto l’entrata a regime della nuova linea dei Giovi. Determinante sarà quindi la decisione della ministra De Micheli formalizzata nel decreto attuativo atteso da ben cinque mesi.

Ma quello del passante non sarebbe l’unico problema. “Aspettiamo di vedere il decreto, ma se il commissario non dovesse avere pieni poteri sarebbe allarmante”, commenta Rixi, oggi responsabile nazionale delle infrastrutture per la Lega. “Anche il cantiere del Terzo Valico rischia un anno e mezzo di stop perché il Cociv sta superando la quota del 40% prevista dal codice degli appalti per gli affidamenti in house. Se non verranno aggiornati i contratti si dovranno fermare i lavori. In pratica il commissario non servirebbe a nulla”.

“Al momento non sappiamo niente, ci aspettiamo che Mauceri ci contatti la prossima settimana – spiega l’assessore regionale alle infrastrutture, Giacomo Giampedrone -. Di certo fare ostruzionismo politico in questo momento sarebbe controproducente. Genova ha bisogno di altre opere, non basta ricostruire il ponte”.

Il tema riguarda le infrastrutture, ma anche l’occupazione. Oltre ai 2.500 lavoratori impegnati nella costruzione del Terzo Valico, ci sono 76 lavoratori (63 operai e 13 impiegati) in cassa integrazione, rimasti senza lavoro dopo la rescissione del contratto con Astaldi, l’ex colosso delle costruzioni che aveva vinto l’appalto del nodo ferroviario a seguito della crisi del consorzio Eureca. “Chiederemo l’applicazione della clausola sociale, ma è necessario ripartire subito coi lavori perché la cassa integrazione scade ad aprile”, dice ancora Tafaria.

Ora è probabile che il cantiere passi nelle mani di Salini Impregilo o di una società collegata (ad esempio Cossi, rilevata sull’orlo del fallimento e già impegnata nel cantiere di ponte Morandi). Ma prima Mauceri dovrà avere carta bianca. Altrimenti dovranno essere ripetute le gare a norma di legge con tanto di progettazione, con tempi di consegna sempre più lunghi.