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Terralba, dopo sequestro valanga di solidarietà per ‘libraio informale’. Spazi e donazioni, “ma prima bisogna trovarlo”

Dopo lo sgombero dei libri, è partita la mobilitazione cittadina

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Genova. Conosciuto da tutto il quartiere, il “libraio informale”, i cui libri sono stati sequestrati dalla polizia locale giovedì scorso, sta ricevendo decine di slanci di solidarietà, con promesse di nuove donazioni di libri e la ricerca di nuovi spazi per consentirgli di riprendere la sua attività.

La mobilitazione è praticamente cittadina. Lo abbiamo visto sui nostri social, con decine di messaggi di vicinanza per lui e condanna per un gesto, quello dello sgombero, che a tante persone non è andato giù; lo abbiamo letto anche su altre testate, come su Genova Quotidiana, con cui condividiamo questa piccola, ma enorme, battaglia di umanità: quella di restituire “il maltolto”, consentendo al “libraio informale” di tornare a fare quello che fa da tutta la vita, cioè la compravendita di libri usati.

Sono in tantissimi ad essere pronti a nuove donazioni di tomi e volumi, o a attivarsi per trovare un nuovo spazio per la libreria: le idee non si contano, da scaffali ad hoc ad un’eventuale concessione di edicole vuote, alla possibilità di trovare un modo per “blindargli” la posizione con una licenza.

La mobilitazione arriva anche dal Municipio III Bassa Val Bisagno: il presidente Massimo Ferrante ha fatto sapere, attraverso Genova Quotidiana, che al momento i libri sono stati semplicemente prelevati come “rinvenuti”, e non portati al macero, e il libraio può andare a prenderseli alla depositeria del Comune in via Oristano.

“Ma prima bisogna trovarlo”. Il libraio informale è noto infatti anche per la sua indole schiva e la sua pacatezza, e probabilmente è fuori dal circuito dei social network: bisogna tornare alla vecchia scuola del passa parola per rintracciarlo, e metterlo al corrente di tutto quello che si sta muovendo per lui; e se lui lo vorrà potrà farsi “travolgere” dalla valanga di quella solidarietà e sensibilità che Genova, nonostante tutto, non sa proprio dimenticare. Per questo chi avesse notizie e contatti può far riferimento anche a Genova24, attraverso la posta elettronica (comunicati@genova24.it) o la pagina facebook.