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Polemica

Seduta fiume sull’ex Ilva, il sindaco Bucci lascia il consiglio comunale “per altri impegni”

Protesta dell'opposizione che l'ha giudicato un grave atto, il sindaco se n'è andato quando mancava un minuto e mezzo all'ultimo intervento

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Genova. Il sindaco di Genova Marco Bucci ha lasciato, visibilmente scocciato, la seduta monotematica del consiglio comunale dedicata alla questione ex Ilva senza esporre il suo discorso, come era invece previsto, alla fine degli interventi dei consiglieri comunali, proseguiti per quasi tre ore. Andandosene, e lasciando al vicesindaco Stefano Balleari, il sindaco ha allargato le braccia dicendo fuori microfono: “Io me ne devo andare”.

Il fatto che il sindaco non abbia presenziato fino al termine della seduta fiume ha sollevato le proteste dell’opposizione. Già all’inizio dell’assemblea Bucci aveva espresso particolare insofferenza per le modalità con cui si sarebbe dovuto svolgere la seduta, lamentandosi con il presidente del consiglio Alessio Piana e preannunciando che aveva degli altri impegni. In effetti la seduta è stata molto lunga, forse più del previsto, visto che ogni consigliere aveva 5 minuti di tempo per intervenire. Bucci ha lasciato l’aula nel momento in cui il M5S avrebbe dovuto sfruttare l’ultimo minuto e mezzo a disposizione.

Nella sua agenda, dopo il consiglio comunale erano previsti la partecipazione a due eventi di aziende private e un saluto all’assemblea annuale dell’ordine dei commercialisti. Il consiglio è proseguito con la votazione di alcuni ordini del giorno, presentati dai vari gruppi, sulla necessità di attuare gli strumenti utili a preservare i livelli occupazionali nell’ambito della trattativa tra governo e ArcelorMittal.

In aula rossa oggi erano presenti anche i rappresentanti dei sindacati (e va detto che anche loro hanno lasciato la seduta prima che finissero gli interventi dei consiglieri comunali). “Se qualcuno pensa di farci pagare un solo posto di lavoro, facciamo i matti”. Così Bruno Manganaro, segretario genovese del sindacato Fiom Cgil. “Non ci stiamo muovendo perché decideremo noi quando muoverci – ha aggiunto – non siamo impauriti né depressi, ma Mittal deve ritirare la procedura, il governo deve rispettare l’accordo del settembre 2018”.

Anche Antonio Apa, Uilm, si rivolge a Mittal e al governo: “Se pensano di presentarci un accordo a giochi fatti, senza coinvolgerci, si sbagliano”. Tra gli interventi in aula rossa anche quello del segretario genovese della Fim Cisl Alessandro Vella: “Abbiamo sentito parlare da qualcuno sul fatto che le aree ex Ilva a Cornigliano siano troppe per l’acciaieria, chi lo sostiene dia anche delle alternative perché l’acciaio a Genova ha perso già 2000 posti negli ultimi 15 anni”.