Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Sciopero per il clima, a Genova Fridays For Future senza piazza perde numeri ma guadagna credibilità

Nel giorno dello shopping compulsivo un convegno con docenti universitari che hanno spiegato come il consumismo influisca sulla crisi ambientale

Più informazioni su

Genova. “Oggi non siamo in piazza perché vogliamo dimostrare che non siamo solo un movimento di protesta, che oltre alla visibilità puntiamo alla credibilità”. Così Irene Ghezzi, studentessa, una delle promotrici di Fridays For Future Genova ha spiegato la decisione del movimento ambientalista di non dare vita, oggi, nel quarto sciopero globale per il clima a un corteo o a una manifestazione – che per motivi di ordine pubblico sarebbe stata impossibile nelle ore della visita in città del presidente della Repubblica – ma di preferire un momento di approfondimento.

E nel giorno del black friday, quello delle promozioni commerciali e dello shopping compulsivo, il tema del talk che si è tenuto alla sala Quadrivium di Genova, è stato proprio quello del consumismo e di come esso abbia ricadute sulla situazione climatica.

A parlarne, davanti alla platea di Fridays For Future, tre docenti dell’Università di Genova, Luca Banfi, direttore del dipartimento di Chimica, Renata Morbiducci, professoressa presso la scuola politecnica e Alberto Girani, professore presso Scienze pedagogiche e dell’educazione.

“Per noi essere qui oggi, con queste figure che hanno deciso di supportare la nostra attività è già un obbiettivo raggiunto – continua un altro attivista, Filippo Ferro – e venerdì dopo venerdì tra presidi, flash mob e altre attività ci piace pensare che ce la faremo”. Tra la platea alcuni consiglieri regionali del M5S, alcuni storici ambientalisti cittadini, monsignor Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova e poi studenti universitari e ragazzi anche più giovani.

Non certo la folla che si è vista nelle piazze durante le manifestazioni passate, segnale che c’è ancora tanto da fare per radicare la questione climatica a livello profondo, ma uno zoccolo di duro di giovani cittadini interessati alla causa. “Non siamo solo i ragazzi che scrivono sui cartelli: il pianeta è più caldo di Brat Pitt – continua Irene Ghezzi – cioè, siamo anche quello, ma non solo, ci piacerebbe arrivare nelle prossime settimane a stilare un documento scientifico che sia di supporto alla nostra campagna per far riconoscere alle istituzioni la dichiarazione di emergenza climatica”.

Fridays For Future è già riuscita a farla riconoscere all’Università di Genova, al consiglio regionale e a quello comunale. “Ma non basta – concludono gli attivisti – adesso devono iniziare a mettere in pratica ciò che hanno firmato”.