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Riparte la battaglia per rendere nazionale il Parco di Portofino: “Più semplice accesso a fondi Ue”

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Genova. “Abbiamo il parco nazionale delle 5 Terre e, davanti, abbiamo il parco internazionale di Pelagos, se avessimo anche quello di Portofino potremmo chiedere, anche a livello europeo, di avere la governance di questo grande territorio in Liguria. Uno spazio enorme, con un valore che non è solamente nazionale ma europeo”. Antonio Leverone, presidente del coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino, composto da 150 elementi, tra associazioni, ambientaliste, Università e personalità del territorio, spiega così l’opportunità che si è aperta per la Liguria di allargare i confini del Parco di Portofino, estendendolo a 22 comuni.

“Il parco si può estendere – spiega Leverone – perché lo stato ha fatto fare uno studio che ha definito un’area dove poter scegliere la superficie. Una zona che parte da Bogliasco e arriva a Punta Manara, estendendosi anche alla Fontanabuona. È una cosa che si può fare e, quindi, è opportuno che i sindaci si coordino tra di loro per poterne condividere i confini”.

Un’opportunità anche economica per le aree interessate. “Le tutele del Parco Nazionale non saranno superiori a quelle che già esistono sul territorio – spiegano dal Comitato – ma, per quanto riguarda i vantaggi, basti pensare che il Parco Regionale, in un anno, riceve fondi per circa un milione di euro, quello nazionale delle 5 terre, per fare un esempio, recupera 20 milioni perché ha più opportunità di accedere ai finanziamenti europei”.

Per accelerare il percorso, quindi, il coordinamento ha scritto una lettera al ministro dell’Ambiente per sensibilizzarlo, soprattutto, in tema di informazioni che sino a oggi, spiegano dal comitato, non sono state assolutamente sufficienti. “La Regione e molti comuni – scrivono – non hanno considerato l’argomento di interesse e al contrario hanno contrastato l’iniziativa”.

Da qui la necessità di una campagna informativa. “Noi stiamo cercando di aprire un dialogo, con Regione e Città metropolitana, che fino ad ora è stato senza risposta – prosegue Leverone – i prossimi passaggi dovrebbero riguardare i sindaci che, quando avranno le idee chiare, potranno decidere i confini del parco”.