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Porto di Pra’, gli spedizionieri: “Sciopero legittimo ma duro colpo alla città”

Tra le soluzioni all'emergenza per il direttore generale di Spediporto Botta c'è quella di avere un porto h24

Genova. La preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare nel terminal Psa, di Pra, con lo sciopero dei lavoratori e la fermata di alcuni mezzi pesanti, ma anche una ricetta, quella del porto aperto h24, per cercare di far uscire Genova dall’emergenza, senza escludere anche una possibile mobilitazione delle categorie economiche se non arriveranno risposte adeguate dal governo. Il direttore generale di Spediporto, Giampaolo Botta, analizza la situazione che si è creata nelle ultime ore nel capoluogo ligure a partire da quanto sta succedendo nel terminal di Pra’.

“E’ in corso da ieri un una protesta dei sindacati della RSU del Terminal Psa, peraltro preannunciata nei termini di legge che sostanzialmente annunciava il blocco operativo alla prima e all’ultima ora di ogni turno. Va da sé che questa che una forma legittima di di manifestazione di interessi sindacali, si è andata a scontrare con una situazione che si è aggravata seguito della sospensione operativa della A26, della A6 con il crollo del viadotto e quindi purtroppo il convergere di situazioni diverse sta generando una situazione di forte crisi all’interno del bacino di Voltri-Pra’. Tutto questo non aiuta la città a reagire a questo ulteriore durissimo colpo, non aiuta il porto a conservare quella capacità operativa ed organizzativa di cui abbiamo grande necessità”.

Anche perché i dati raccolti attraverso l’autorità di sistema portuale sono un bollettino di guerra, con una perdita di oltre il 40% del lavoro in una sola giornata. “Questo è un elemento che preoccupa – spiega Botta – i dati sono decisamente molto allarmanti e su questi dobbiamo lavorare e, soprattutto, richiamare i lavoratori ad un atto di buona volontà con la possibilità di rinviare, a tempi migliori, quelle che sono forme ripeto legittime di protesta, di manifestazione, di difficoltà, ma che in questo contesto rischiano di deflagrare in un conflitto che va ben oltre il rapporto e il dialogo tra dipendenti e azienda.

“La situazione che si è venuta a creare e che si sta registrando in queste ore – continua – è decisamente più allarmante di quanto si potesse immaginare, abbiamo un post Morandi al cubo. Nel senso che fino a ieri avevamo una situazione stradale. estremamente compromessa, ma con la sospensione della A26 questa situazione diventata disperata. La Liguria è diventata un’isola, ha detto qualcuno e, purtroppo, è vero, siamo sempre più isolati dal nord-ovest del paese. Questo deve far riflettere su quelli che sono interventi, ormai improrogabili legati alla ricostruzione e soprattutto al potenziamento delle Infrastrutture che in questa regione sono indispensabili non soltanto per il porto ma per la mobilità urbana e per l’economia di tutto il nord ovest italiano”.

Tra le “ricette avanzate dagli spedizionieri quindi, quella dell’apertura dello scalo h24, che permetterebbe alla nostra economia, ma anche a tutta la città d uscire dall’emergenza. “Noi abbiamo abbiamo riproposto una soluzione che avevamo avanzato all’indomani del crollo del Morandi – spiega Botta – per garantire alla città di soffrire il meno possibile la presenza in massa di migliaia di camion. Immaginiamo una turnazione tra traffico pesante è quello cittadino, ma il traffico pesante, dee poter accedere liberamente alle aree portuali nelle ore notturne, magari sfruttando delle aree buffer retroportuali. Questa è una soluzione che abbiamo proposto e la disponibilità degli spedizionieri c’è. È evidente che da soli non possiamo farlo, abbiamo bisogno del consenso dei terminal, delle compagnie armatoriali e dell’autotrasporto, soprattutto. Anche in questo è necessario, quindi, ritornare a quel senso di comunità che ci ha stretto tutti intorno ad un’unica iniziativa quando all’indomani del crollo del Morandi ci siamo presentati in maniera unitaria a Roma per rivendicare interventi”.