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Nuovo piano per le case popolari a Genova: “Mai più quartieri ghetto come Begato”

Prime 100 famiglie fuori dalle Dighe: "Non vedevamo l'ora". Nel 2020 nuovo piano di Tursi per riqualificare 160 alloggi

Genova. “Non vedevo l’ora di andarmene di qui. Andrò a stare in via Nostra Signora della Guardia, ai piedi della Madonna. Speriamo mi aiuti”. Piero Panucci è uno degli abitanti delle Dighe di Begato che in questi giorni stanno ricevendo le chiavi per trasferirsi altrove. In tutto sono già 100 i nuclei familiari che hanno traslocato. Entro febbraio diventeranno 386 in modo da partire in primavera con il cantiere della demolizione. Il sindaco Marco Bucci ha le idee chiare: “In futuro il social housing sarà disperso, non più ghettizzato in un’area, ma sparso in tutta la città”.

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Come? In arrivo c’è un nuovo piano per la riqualificazione di appartamenti pubblici che sarà finanziato da Tursi con 4 milioni di euro nel 2020, una cifra che permetterà di recuperare circa 160 unità immobiliari. Una goccia nel mare delle liste d’attesa che contano ad oggi circa 2mila persone in attesa di un’abitazione.

A carico del Comune ci sarà anche la demolizione delle Dighe (7 milioni), mentre la ricollocazione dei loro abitanti costerà in tutto 11,5 milioni, di cui 3,1 milioni da parte di Regione provenienti dal Fondo Strategico. A questi si sommano 900mila euro per i traslochi e 240mila per il laboratorio di ascolto e la messa in sicurezza degli alloggi lasciati vuoti.

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I ‘mostri’ di Begato dovrebbero scomparire entro la fine del 2020. Il progetto di demolizioneè all’esame della conferenza dei servizi e si prevede verrà approvato entro la fine di novembre. A partire da aprile 2020 si potrà procedere alla demolizione delle strutture: 486 appartamenti su un totale di circa 520 verranno distrutti. Una porzione della Diga rossa, invece, corrispondente a circa 37 alloggi in via Cechov 11, verrà mantenuta e recuperata dal punto di vista edilizio e funzionale. Per il resto saranno costruiti 70 alloggi di edilizia innovativa a basso consumo energetico, con soluzioni tecnologiche nuove (CasArte). Inoltre, verranno riqualificate le aree esterne e i servizi ludico-ricreativi, con realizzazione di strutture sportive (campo di calcetto e pista di pattinaggio).

Mai più altre Begato, quindi, ma alloggi popolari sparsi in tutta la città. “L’obiettivo è distribuire queste persone in misura omogenea in vari quartieri – spiega l’assessore comunale Pietro Piciocchi – In questi mesi abbiamo messo a posto le nostre case di edilizia residenziale pubblica a Voltri, Pegli, Quarto, in centro storico. Non più grandi concentrazione in ghetti, ma nuovi contesti che devono essere favorevoli all’integrazione delle comunità”.

A Voltri sono già in corso lavori per il recupero di 26 appartamenti, mentre sono in programma interventi su altri 16. Di un milione e 290mila euro l’importo totale. Altri 2 milioni e 796mila euro sono poi destinati al recupero – in corso – di 110 alloggi in via Novella e via Quasimodo. Sono in corso anche i lavori di recupero delle facciate delle Lavatrici, mentre sono in fase di progettazione quelli sui passaggi pedonali in via Novella e i porticati sempre delle Lavatrici.

Il trasloco da Begato avviene in base alle priorità stilate dal Comune di Genova che prevede di assegnare le case, nell’ordine, a famiglie con bambini in obbligo scolastico, nuclei con disabili, persone in carico ai servizi socio-sanitari, anziani ultra 75enni. Le prime consegne di alloggi, situati a Quarto alta, erano state effettuate il 1° luglio scorso.

“Questo progetto ha una valenza italiana ancor più che genovese e ligure – commenta il presidente ligure Giovanni Toti – Stiamo di fatto invertendo la tendenza di costruire questi grandi quartieri diventati centri di degrado e malessere dalla popolazione per reinserire tante famiglie che hanno diritto a una casa popolare nel tessuto urbano della città. nella legge di stabilità si aggiungerà uno stanziamento straordinario per le aziende di edilizia territoriale della Liguria per restaurare e affittare altri appartamenti, aumentando il ricircolo degli appartamenti sfitti, in modo tale che questa operazione non solo non peserà sul bilancio e su chi è in coda per una casa popolare, ma anzi, con un volano virtuoso permetterà di consegnarne molte di più nel 2020″.