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Maltempo, la Regione vuole soldi subito come a Venezia: “Serve un decreto Liguria”

Benveduti incontra le categorie economiche, ipotesi zero tasse per i commercianti colpiti dall'alluvione

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Genova. Prende corpo l’ipotesi di un ‘decreto Liguria‘ dopo l’ondata di maltempo (non ancora finita, in verità) che ha messo in ginocchio la regione con precipitazioni mai così abbondanti dal 1953. Uno strumento simile a quello adottato per Venezia, colpita dall’eccezionale acqua alta e subito risarcita con 20 milioni di euro, mentre qui, da Ponente a Levante, ne sono arrivati meno di 10.

Il tema sarà al centro dell’incontro privato in Prefettura tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi in visita a Genova, il presidente ligure Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci. Dopo il vertice sul maltempo e la situazione di emergenza autostradale il capo dello Stato sarà ospite d’onore al congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati al teatro Carlo Felice, dove è atteso alle 16.

Ieri le varie categorie economiche – commercio, artigianato, sindacati, porto e trasporti – si sono riunite in Regione con l’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti. Impossibile al momento quantificare con esattezza i danni diretti a privati e imprese anche perché andranno sommati alle conseguenze del maltempo i disagi provocati dall’interruzione delle autostrade A6 e A26. Le segnalazioni saranno raccolte dalle camere di commercio, mentre per i danni indiretti “analizzeremo congiuntamente la possibilità di proporre risarcimenti e mitigazioni basandoci sull’esperienza del decreto Genova”, comunica Benveduti.

“Si potrebbe ipotizzare un decreto Liguria, che dia finalmente una mano a questa martoriata regione, andando a mitigare gli effetti pesantissimi di questa eccezionale ondata di maltempo, che hanno ancora una volta evidenziato la carenza di gestione e strutturazione della nostra rete stradale e autostradale”, ha proseguito l’assessore.

Del resto è questa la strada caldeggiata dal presidente Toti, che ieri ha firmato la richiesta di estensione dello stato di emergenza chiedendo 450 milioni tra interventi in somma urgenza e danni strutturali. Una copertura di legge consentirebbe alla Regione di attivare un piano di investimenti su scala triennale, proprio come avvenuto per la ‘mareggiata del secolo’ del 2018, con 240 milioni ancora da spendere nei prossimi due anni.

Intanto il Comune di Genova ha individuato quasi 10 milioni di lavori da avviare urgentemente. Ieri l’assessore Pietro Piciocchi in consiglio comunale ha annunciato l’ipotesi di eliminare tasse e tributi per quelle attività che hanno riportato danni ingenti, soprattutto quelle di Fegino, dove ora sarà caccia ai finanziamenti per mettere in sicurezza il rio impazzito sabato notte.