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Luoghi del Cuore, grazie al Fai e ai voti dei genovesi al via il restauro del “chiosco delle rose”

Genova. Oltre 2 milioni di persone lo scorso anno hanno segnalato al Fai, fondo per l’ambiente italiano, il proprio “luogo del cuore”, tra i più votati e sicuramente in Liguria, il Parco di villa Pallavicini, a Pegli, nel ponente di Genova.

Si è trattata della nona edizione del censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal Fai. Beni che ricordano quanto variegato e diffuso sia il nostro patrimonio, quanto sia secolare ma anche fragile, quanto sia legato all’ambiente che lo circonda e alle storie delle comunità che vi si identificano.

In Liguria il FAI interverrà con un contributo di 12.000 euro sul parco di Pegli, al 37° posto nella classifica nazionale. La villa, elemento culturale più importante nel quadro identificativo del Ponente genovese, sorge nel quartiere residenziale di Pegli e ospita un grandioso parco romantico che, con i suoi 8 ettari di estensione, rappresenta uno tra i maggiori giardini storici a livello europeo, proclamato nel 2017 Parco più bello d’Italia.

Realizzato insieme all’abitazione per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, il parco fu inaugurato nel 1846: grotte, laghetti e finte rovine creavano una sorta di quinta teatrale verde. L’architetto Michele Canzio, direttore dell’allestimento scenico del Teatro Carlo Felice, lo organizzò come un’opera in tre atti: il prologo con il Viale Gotico e il Viale Classico, il primo atto incentrato sulla Natura, il secondo dedicato alla Storia e il terzo alla Purificazione e al Paradiso, rappresentato da un grande lago.

Di proprietà comunale dal 1928, dopo decenni di abbandono un restauro importante svolto tra il 2010 e il 2016 ha permesso la riapertura integrale del bene, avvenuta a settembre 2016. Il parco è stato affidato dal Comune di Genova in concessione all’Associazione Temporanea di Imprese “ATI Villa Durazzo Pallavicini”, che si occupa sia della manutenzione che della gestione turistica del luogo.
La grande mobilitazione registrata in occasione del censimento 2018 è stata guidata dall’Associazione “Amici di Villa Durazzo Pallavicini” che ha diffuso il suo appello per la valorizzazione del luogo tra le migliaia di visitatori che ogni anno scoprono la bellezza della villa e del suo parco.

L’intervento sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo – richiesto dall’Associazione stessa – permetterà il restauro del Chiosco delle Rose, parte dell’Esodo che conclude i tre atti della scenografia di Canzio e che sviluppa il tema dei giochi d’acqua. Il chiosco è composto da una struttura a treillage in ferro battuto che fa da supporto al ramage delle rose e contiene un piccolo vano a dodici lati, a cielo aperto, nel quale venivano introdotte le persone che venivano poi ‘spruzzate’ dai getti d’acqua. Un tempo la struttura era perimetrata da una parete composta da elementi a persiana in legno, oggi quasi scomparsi: l’intervento permetterà di riportare il chiosco e i giochi d’acqua alla struttura originale.