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Lungomare Canepa, parte causa legale contro inquinamento. Dati fissi sopra valori di legge da mesi

Dopo le diffide i residenti passano alle vie di fatto: "E' per la nostra salute"

Genova. Dopo le diffide inviate nei mesi scorsi a istituzioni e aziende, i cittadini di Lungomare Canepa avviano la strada della causa legale per tutelare la “propria salute e il proprio diritti di vivere una vita serena e tranquilla anche nelle nostre case”.

Sono decine i residente coinvolti, assistiti da un team legale che nei prossimi giorni, espletate le ultime formalità, depositerà tutta la documentazione raccolta in questi mesi; da giugno, infatti, le centraline di Arpal registrano valori medi di inquinanti presenti nell’aria con una percentuale stabilmente più alta rispetto a quanto sarebbe previsto dalla legge: “le misurazioni hanno evidenziato un valore medio di 57 tra le misurazioni giornaliere, quando il limite di legge è 40 – sottolinea Silvia Giardella, una delle principali promotrici del Comitato di Lungomare Canepa – dati che si aggiungono a quanto rilevato durante le rilevazioni acustiche”.

Rilevazioni, quelle acustiche, fatte grazie alle centraline dedicate acquistate dal comitato stesso, grazie ad una raccolta fondi che ha visto partecipare cittadini di tutta la città: “Anche in questo caso i dati medi sono sopra i limiti previsti dalla legge con sforamenti medi di 7 decibel di giorno e 13 decibel la notte”.

Ed è proprio questo il cuore del problema: “In questi mesi, dopo le diffide, a parte la risposta di Anas, non abbiamo avuto nessun tipo di comunicazione – spiega Giardella – Abbiamo incontrato il ministro De Micheli, ma poi non è arrivato nulla, noi dobbiamo tutelare la nostra salute”.

Nessuna risposta dalle istituzioni, locali e nazionali, mentre il cantieri andavano avanti, fino a terminare, chiudendo ad eventuali margini di miglioramenti in corso: “Il nuovo muro che delimita la zona portuale, paradossalmente, ha aumentato i problemi, perché così come è fatto fa rimbalzare i rumori della strada, che arrivano fino a via Sampierdarena”.

Un problema quindi che non tocca solo chi si affaccia direttamente sulla nuova Gronda a Mare, ma che coinvolge tutto il quartiere: “Sono tantissimi, tra le persone che aderiscono alla causa legale, i residenti di altre vie limitrofe, cosa che dà la dimensione del problema”. Ma quale è l’obiettivo di questa iniziativa che, essendo d’urgenza, dovrebbe essere relativamente rapida? “Noi speriamo che un giudice riconosca il pericolo che stiamo vivendo tutti i giorni – conclude Silvia Giardella – imponendo alle amministrazioni di installare dispositivi efficaci, come una galleria fonoassorbente, che è quello che chiediamo oramai da più di un anno”. Saranno quantificati i danni? “Questa è una cosa a cui penseremo dopo, ora vogliamo solamente tornare vivere in pace, e salvaguardare la nostra salute, prima che sia troppo tardi”.