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Loggia di Banchi, Italia Nostra in trincea: “Museo della città da un’altra parte”

"Secondo il Codice dei beni culturali, è reato destinare gli edifici monumentali ad usi incompatibili con il loro carattere storico od artistico"

Genova. Non si ferma la polemica innescata dalla presentazione del progetto di installare nella cinquecentesca Loggia della Mercanzia di piazza Banchi un nuovo Museo della Città.

Il disegno, o meglio, lo schizzo grafico che ha accompagnato la notizia, sebben nulla avesse di progettuale e definito, ha creato immediate reazioni in tutta la comunità genovese; tra queste anche Italia Nostra, l’associazione che da anni lavora per preservare il patrimonio artistico e paesaggistico del nostro paese, che ha stroncato su tutta la linea l’idea.

Stando a quanto visto, secondo l’associazione, l’opera architettonica, realizzata tra il 1590 e il 1595 da Andrea Ceresola, detto il Vannone “Ne resterebbe irrimediabilmente pregiudicato il carattere storico identificativo di spazio voltato manierista genovese, esaltato all’esterno da un monumentale tetto in ardesia a quattro falde molto pendenti con la trave di colmo conformemente rialzata. Verrebbe in tal modo svilito uno degli edifici più rappresentativi della città”.

“La Loggia di Banchi era stata voluta, progettata e realizzata in funzione di una riqualificazione monumentale della scena urbana nel suo cuore più antico – ricordano – La coerenza dell’invenzione spaziale nasce dallo stretto rapporto della Loggia con la piazza e le vie che vi si innestano, quasi in ideale continuità con le antiche logge aperte ai crocevia della città medioevale, secondo l’interpretazione cinquecentesca delle particolari caratteristiche urbane di Genova. La Loggia viene così a rappresentare, secondo una bella immagine di E. Poleggi, “un incavato palcoscenico, appena sospeso sulla quota delle strade che lo circondano”.

Da qui l’affondo “L’utilizzo museale della Loggia non può assolutamente giustificare l’annullamento della conquista di quasi due secoli fa. La prevista struttura a quattro piani riempirebbe interamente uno spazio che la storia ci ha consegnato in termini di vuoto architettonico in espansione”.

Italia Nostra, inoltre, ricorda che “secondo il Codice dei beni culturali, è reato destinare gli edifici monumentali ad usi incompatibili con il loro carattere storico od artistico. Se il Museo della Città necessita di superfici maggiori di quelle offerte dalla Loggia, deve trovare una diversa collocazione“.