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Lara Comi arrestata, l’ex eurodeputata è ai domiciliari

Deve anche rispondere di due imputazioni di truffa ai danni del Parlamento europeo

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Genova. L’ex eurodeputata di Forza Italia, Lara Comi, che era stata eletta nella circoscrizione Nord Occidentale (quindi anche in Liguria), è stata arrestata dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, con i colleghi di Busto Arsizio.

Il gip Raffaella Mascarino ha firmato l’ordinanza chiesta dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri per accuse, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

Il provvedimento è legato a un filone dell’indagine “Mensa dei Poveri”.

Comi era già indagata dalla procura di Milano perché avrebbe ricevuto un finanziamento illecito da Marco Bonometti, bresciano e presidente di Confindustria Lombardia, a sua volta indagato.

L’ex eurodeputata (era stata eletta per due mandati consecutivi), deve anche rispondere di due imputazioni di truffa ai danni del Parlamento europeo: il suo addetto stampa avrebbe ricevuto un incarico (legato al ruolo di europarlamentare di Comi) con obbligo di “retrocedere” una parte dei soldi a Forza Italia per coprire le spese della stessa esponente forzista.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, che riporta stralci dell’ordinanza di arresto, Comi avrebbe sfruttato al meglio la propria rete di conoscenze per trarre il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità. L’ex eurodeputata risponde di tre vicende. La prima riguarda due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società, la Premium Consulting srl, con sede a Pietra Ligure, da parte di Afol (Agenzia per la formazione e l’orientamento al lavoro) e, in particolare, dal direttore generale Giuseppe Zingale, “dietro promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi Caianiello e Zingale”, come riportato negli atti depositati nella tranche principale. Circostanza messa a verbale da Maria Teresa Bergamaschi, avvocato e stretta collaboratrice dell’ex eurodeputata in un interrogatorio del 14 maggio: “Il 15 dicembre 2018 mi arrivò un messaggio di Lara Comi (…) mi scriveva ‘Zingale vorrà un regalo di Natale'”. E aggiunse : “Mi parlò della necessità di pagare in vista dell’estensione dell’incarico una cifra di 10 mila euro a Zingale”.

L’esponente di Forza Italia è accusata anche di aver ricevuto un finanziamento illecito da 31 mila euro dall’industriale bresciano titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti. Il versamento sarebbe stato effettuato in vista delle ultime elezioni europee e per una consulenza basata su una tesi di laurea scaricabile dal web dal titolo “Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffè”.

Nel terzo episodio (truffa aggravata al Parlamento europeo) è appunto coinvolto anche il giornalista Andrea Aliverti, che collaborava con Comi come addetto stampa, con compenso di mille euro al mese, rimborsati dall’Europarlamento. Interrogato dai pm ha dichiarato di avere ricevuto un aumento a tremila euro, con l’obbligo di restituirne duemila a Forza Italia per pagare le spese della sede che Comi non pagava.

Per lei gli arresti domiciliari.