Quantcast
Non chiudiamo gli occhi

Hiv, 100 nuovi casi all’anno in Liguria: nel 56% dei casi la diagnosi è tardiva

Il test HIV è gratuito e rivolto a tutte le persone ricoverate tra i 18 e i 65 anni che si sottopongono a esami ematochimici

Generica

Genova. Dal 1984, anno in cui si è verificato il primo caso di Aids in Liguria, e quindi in 35 anni le notifiche provenienti dalle strutture cliniche liguri sono state 3.723. In particolare, 3.310 casi di Aids sono riferibili a persone residenti in Liguria; di questi casi, 3.135 sono stati segnalati da strutture liguri e 175 notificati da Centri sanitari di altre Regioni. Sono alcuni dati emersi oggi, giovedì 28 novembre 2019, al convegno regionale ANLAIDS, che ha fatto il punto nella nostra regione in vista del 1 dicembre, giornata mondiale per la lotta contro le infezioni da HIV.

Nel 2018 il totale dei casi di HIV notificato in Liguria è stato pari a 99, di cui residenti: 58 a Genova, 14 a Imperia, 11 a La Spezia, 8 a Savona e 8 fuori regione. Nel 2017 il totale dei casi registrato è stato pari a 110 casi (57 residenti a Genova, 11 a Imperia, 16 a La Spezia, 17 a Savona e 9 fuori Regione). Negli ultimi 6 anni si assiste a un valore costante dei casi incidenti, intorno a 2 casi per 100.000 abitanti. A livello ligure, la distribuzione temporale del tasso di incidenza, rileva il più alto nella provincia di Genova con 2,5 casi ogni 100.000 abitanti, seguito dalla Spezia con 2,3 casi, Savona con 1,5 e Imperia con 1 caso ogni 100.000.

I dati liguri ci dicono che nel periodo 2001-2018 sono state notificate in Liguria 2.007 nuove diagnosi di infezione da HIV, di cui 1.830 (91,2%) relative a soggetti residenti nella nostra regione e 178 (8,8%) in individui non residenti nella nostra regione. La fascia d’età più interessata dal fenomeno risulta quella 35-44, con il 32,3% dei casi.

Un altra questione importante è quella della diagnosi tardiva: il 56,1% di tutte le nuove diagnosi da HIV sono classificabili come late presenter (LP): “Per poter identificare il maggior numero di persone positive al virus HIV, di recente è stata approvata, con deliberazione di Alisa, la possibilità di proporre alle persone ricoverate in ospedale, nella fascia 18/65 anni che vengono sottoposte a prelievo ematico, il test HIV – sottolinea Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria”.

Infine, sono da segnalare alcune svolte nella terapia e della riduzione dello stigma. Nella nostra Regione, oltre il 90 % delle persone con infezione da HIV non presenta HIV-RNA rilevabile nel sangue, grazie all’efficacia della terapia, raggiungendo quindi l’obiettivo individuato dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Anche sulla chemioprofilassi ci sono novità: la prima è che da circa un anno, nel centro dell’Ospedale Policlinico San Martino, ai bambini che nascono da madre HIV in condizioni ostetrico-infettivologiche ottimali, non viene somministrata la chemioprofilassi con zidovudina, poiché le più recenti evidenze mettono in luce che, se il virus non è rilevabile nel sangue, non è possibile la trasmissione. Il Policlinico San Martino è tra i primi in Italia ad applicare questa strategia. La seconda è che, in questi mesi, nelle strutture di Malattie infettive delle Liguria si sta introducendo la strategia di chemioprofilassi in grado di impedire l’infezione in oltre il 95% dei casi.

Più informazioni