Inquietudine

Ex Ilva, Mittal stoppa contratto a tre giovani interinali: “Sono le prime vittime di Genova”

“E’ un altro segno della smobilitazione in atto"

Generica

Genova. Sono tre giovani impiegati genovesi che lavorano nell’ufficio acquisti e logistica dello stabilimento Arcelor Mittal di Cornigliano le prime vittime della decisione di Arcelor Mittal di recedere dal contratto di affitto degli stabilimenti Ilva.

Lisa Salis e Silvia Peroni erano entrate in Mittal tramite l’agenzia interinale Adecco solo due mesi fa: “Eravamo certe del rinnovo – raccontano – ma improvvisamente è cambiato tutto: il nostro contratto scade domani e ci è stato detto che non sarà rinnovato”. Claudio Scalise invece era stato assunto ad aprile: “Avevo già avuto il primo rinnovo – spiega – ed ero certo che ce ne sarebbero stati altri anche perché di lavoro ce n’è tanto e i nostri superiori erano molto contenti. Fra l’altro nel nostro ufficio siamo cinque e senza noi tre sarà praticamente svuotato”.

I tre ragazzi questa mattina incontreranno insieme ai sindacati il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci che giovedì andranno a Roma dal ministro Stefano Patuanelli per riportare le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati sul futuro dello stabilimento di Genova: “E’ un altro segno della smobilitazione in atto – dice il coordinatore dell’rsu Armando Palombo – e la colpa è tutta di uno governo di apprendisti stregoni che ha messo Mittal nelle condizioni di andarsene”.

Per quanto riguarda Genova intanto la mobilitazione è al momento sospesa, quantomeno in attesa dell’udienza davanti tribunale di Milano sul ricorso d’urgenza presentato dai commissari che si terrà il 27 novembre. Poi si vedrà: “Il clima resta tesissimo – aggiunge Palombo – e siamo pronti a scendere in piazza non appena ci ritroveremo con un lavoratore in cassa in più perché non ci sarà più lavoro”.

leggi anche
ilva lavoratori consiglio regionale toti
Acciaio
Ex Ilva, tavolo tra Regione e sindacati: “Governo ha dato ad azienda pistola con il colpo in canna”