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Ex Ilva, Genova unita in piazza: “Decideremo giorno e ora, e poi non ci fermeremo”

Genova. “Il governo ha costruito un grande pasticcio e noi non intendiamo pagare il prezzo di queste stupidaggini. Decideremo insieme il giorno e l’ora in cui partirà la protesta a Genova e non ci fermeremo finché le nostre richieste non saranno soddisfatte. A Genova non ci dovrà essere un posto di lavoro in meno né un euro in meno per i lavoratori”. Il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro riassume così la decisione presa dai sindacati Fiom Fim e Uilm insieme a Regione e Comune e categorie economiche di difendere gli interessi dei lavoratori e della città nella vicenda ex Ilva. La mobilitazione cittadina, decisa nel corso di un tavolo convocato in Regione dal presidente Toti, dovrebbe partire con una grande manifestazione a cui parteciperanno le istituzioni.

“Le istituzioni sono al fianco di ogni iniziativa che i sindacati vorranno prendere a tutela dell’occupazione di un settore strategico come l’acciaio” ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine del tavolo

“Le scelte fatte a Roma nelle ultime ore sono particolarmente sbagliate e nocive – ha aggiunto il governatore – sia nel caso in cui il percorso con Mittal dovesse proseguire, sia nel caso più malizioso che sia stata Mittal a voler mettere in discussione gli accordi firmati, dato che gli è stato fornito un assist a porta vuota. Anzi, lo riterrei ancora più grave perché, oltre a un’inconsapevolezza sulle politiche industriali, ci sarebbe stato anche un macroscopico errore di tattica”.

Il governatore ha spiegato di aver chiesto al governo “un incontro dedicato a Genova. Qui vige un accordo di programma che questa città ha già pagato: lo hanno fatto i lavoratori nella riduzione della pianta organica, la Regione e il Comune mettendoci sforzi e denaro, i contribuenti italiani attraverso il finanziamento di questo passaggio che ha reso comprabile crescita economica, lavoro, sviluppo e ambiente. Un esempio straordinario nel nostro Paese, una peculiarità che mettiamo sul piatto: qualsiasi cosa succeda a Taranto e Roma, Genova è una storia a parte”.

A chi ha posto la questione di un possibile spacchettamento dello stabilimento di Cornigliano dalle sorti di Taranto Toti ha risposto: “Mi auguro di no, ma se fosse necessario, sì”.