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Sciopero

Dopo molti anni i lavoratori dei servizi sociali del Comune di Genova sono scesi in piazza fotogallery

Genova. Oltre un centinaio di persone con striscioni e cartelli contro l’amministrazione Bucci nel primo pomeriggio hanno effettuato un presidio in via Garibaldi, davanti a palazzo Tursi, per lo sciopero dei servizi sociali del Comune di Genova. La protesta è stata indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per la prima volta dopo tanti anni, “per denunciare una situazione drammatica – si legge nel volantino – servono assunzioni immediate di assistenti sociali, educatori, psicologi e amministrativi e interventi concreti sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza degli operatori”.

Il settore vive però un duro scontro, da tempo, con l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Genova Francesca Fassio accusata di prendere decisioni senza consultare gli operatori. Sui posti di lavoro “si vive quotidianamente un pesante stato di disagio a causa di un carico di lavoro eccessivo al quale il piano assunzioni del Comune di Genova non prospetta di dare alcuna soluzione, visti i numeri assolutamente insufficienti” dicono i rappresentanti dei lavoratori e “il senso di insoddisfazione degli operatori è poi esasperato dalla mancanza, da parte del Comune di Genova, di scelte finalizzate a dare risposte adeguate ai bisogni sociali della cittadinanza”.

Una delegazione dei sindacati è stata ricevuta dal sindaco di Genova, dall’assessore Francesca Fassio e da quello al Personale Giorgio Viale, nonché dai capigruppo in consiglio comunale.

Dopo tanti anni sciopero dei servizi sociali del Comune di Genova, “FP Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl carichi di lavoro insopportabili per i servizi sociali del Comune di Genova: a rischio il servizio e la sicurezza ”.

“L’incontro è stato insoddisfacente poiché si è ottenuto solo l’impegno della convocazione di alcuni incontri tecnici – dicono FP Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl – che chiedono un forte impegno politico. Il problema è che non esistono strategie sul welfare cittadino, solo interventi a spot sulle emergenze (anche mal gestiti) in un momento storico in cui è in aumento il disagio psico-sociale ed economico. Il Comune deve mettere in atto un piano di riorganizzazione delle politiche sociali in primis, mettendo mano al portafogli e, quindi, al piano triennale relativo alle assunzioni”.

In attesa dei prossimi incontri lo stato di agitazione prosegue. Come prosegue anche l'”occupazione” dell’atrio di palazzo Tursi da parte dei manifestanti. “Pizza col sindaco!” scandiscono insieme ad altri slogan.

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