Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Cinghiali, gli agricoltori liguri scendono in piazza a Roma: “Fermate l’invasione”

Coldiretti: "Se non si interviene rischia di venir meno la presenza di agricoltori nell'entroterra"

Più informazioni su

Roma. Migliaia di agricoltori e allevatori sono scesi in piazza a Roma contro “l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici ormai arrivati anche dentro le città”, un blitz organizzato da Coldiretti al quale hanno partecipato anche rappresentanti della Liguria.

Continua infatti l’escalation dei danni alle colture agricole insieme alle segnalazioni di incidenti stradali che nel 2018, secondo Coldiretti, hanno superato in Liguria ampiamente il centinaio e che per l’anno in corso non accennano a fermarsi. La causa, dicono gli agricoltori, è l’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali stimato a circa 35mila capi, con una diffusione che si estende dalle campagne alle città liguri.

A livello nazionale il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018, arrivando al preoccupante numero di 10mila incidenti all’anno, che preoccupa 3 su 4 italiani al volate.

“La popolazione degli animali selvatici – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa –  nell’interesse di tutta la società, deve essere affrontata con decisione, dal momento che non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza alle persone. E non è solo un problema del nostro territorio: per questo occorre agire in modo concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni ed avviare un piano straordinario senza intralci amministrativi”.

“Se non si inizierà ad agire in maniera strutturata e continuativa, la situazione è destinata a peggiorare – continua Coldiretti – con l’alto rischio che a lungo andare venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Il continuo vigilare su greggi e mandrie, nonché le recinzioni e i cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo di nuovi attacchi agli animali della fattoria e alle coltivazioni. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Liguria”.