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Chiusura A26, il presidente dei porti di Genova e Savona: “Il sistema non può reggere per più di una settimana”

Il riferimento non è solo ai 4000 camion che ogni giorno entrano al porto di Genova e ai 1500 diretti al porto di Savona-Vado ma anche al flusso in uscita che a questo punto ha come unica asta la autostrada A7

Genova. “Il sistema così non può reggere più di una settimana”. E’ perentorio il presidente dell’Autorità portuale di Genova e Savona Paolo Signorini parlando con i giornalisti, davanti alla prefettura, dopo la notizia della decisione di Autostrade per l’Italia di chiudere fino a data da destinarsi il tratto della A26 tra Pra’ e Masone in entrambe le direzione. Il riferimento non è solo ai 4000 camion che ogni giorno entrano al porto di Genova e ai 1500 diretti al porto di Savona-Vado ma anche al flusso in uscita che a questo punto ha come unica asta la autostrada A7, “forse l’autostrada più vecchia d’Italia, il varco di Genova Ovest sarà l’unico bocchettone per tutti”.

“Questo è qualcosa di più di un grave colpo – dice Signorini – in questo momento con la chiusura della A26 di fatto il sistema portuale ha un handicap gravissimo, capiremo solo nelle prossime ore l’entità dello stop”.

Palazzo San Giorgio, insieme alla prefettura, alle amministrazioni e alle forze dell’ordine sta mettendo a punto un piano d’emergenza. “C’è grande preoccupazione tra terminalisti, spedizionieri, armatori, tutti gli operatori del porto e dell’indotto”. E chi gli chiede se prevede la possibilità di una richiesta danni ad Aspi risponde: “L’argomento danni è prematuro, adesso la preoccupazione vera è assicurare al nord Italia i collegamenti.