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Bus gratis a Genova, utenza aumentata del 10% ma ogni giorno Amt perde 180mila euro

In servizio 20 mezzi in più e autisti pescati tra i verificatori, per gli abbonati ipotesi 'regalo' sulla scadenza del titolo

Genova. Il botto non c’è stato, ma i primi risultati sono positivi. L’esperimento dei mezzi pubblici gratuiti a Genova ha fatto registrare un aumento dell’utenza che l’azienda stima intorno al 10% a tre giorni dall’entrata in vigore della misura varata dal sindaco Bucci, che vorrebbe estenderla in futuro.

“Le linee sono cariche, sono lievemente cresciute le segnalazioni di mezzo pieno e non abbiamo situazioni di emergenza – spiega il presidente di Amt, Marco Beltrami – ma dobbiamo tenere conto che ieri è stata la prima giornata ‘normale’ dopo il caos viabilità e l’allerta meteo”.

I genovesi ovviamente apprezzano ciò che non si paga, come dimostrano anche i risultati del sondaggio che abbiamo lanciato martedì su Facebook: su 1.889 persone che hanno votato ben 1.451 (il 76,8%) ha risposto che avrebbe usato i mezzi pubblici. L’azienda ha fatto di tutto per comunicarlo, compresi gli annunci vocali sui bus ogni cinque minuti.

Il problema è che Amt incassa dalla bigliettazione 67 milioni all’anno. Il conto è presto fatto: ogni giorno di trasporto pubblico gratuito pesa per più di 180mila euro sulle casse dell’azienda, contando anche la quota di abbonamenti che verranno in qualche modo “rimborsati”, mentre si stima che il mancato ricavo derivante dai soli biglietti sia di 70-90mila euro.

Come verrà coperto il ‘buco’? Al momento non c’è alcuna certezza. “Siamo nelle mani del sindaco”, afferma Beltrami. L’idea è quella di far valere i costi indiretti sui fondi che il Governo metterà a disposizione per l’emergenza, ma l’ipotesi reggerà solo se verrà emanato un apposito decreto come nel post Morandi. Del resto è proprio questo l’obiettivo del governatore Toti.

Nei prossimi giorni a Tursi si farà il punto in una riunione tra il sindaco Bucci, l’assessore Campora e gli uffici della mobilità. I sindacati non nascondono una certa preoccupazione. “Non vorremmo che si creasse un problema all’interno di un’azienda che ha già sofferto per anni – dice Giuseppe Gulli della Uiltrasporti – I lavoratori hanno già pagato con contratti di solidarietà e cassa integrazione”.

D’altra parte il potenziamento del servizio su metropolitana e linee di forza (1, 7, 8, 13, 14 e 17) non comporta alcuna spesa aggiuntiva per Amt. “Siamo riusciti a mettere in giro 15-20 vetture in più recuperando anche quelle che stavamo già mandando a demolire, cioè i mezzi da 12 metri acquistati da Atm Milano dopo il crollo del ponte”, spiega Beltrami. Dal punto di vista del personale i cartellini in più vengono garantiti utilizzando i verificatori di titoli di viaggio, tutti abilitati alla guida. Situazione agevolata dal fatto che al momento, dopo le recenti assunzioni, non è in corso alcuna emergenza autisti. E gli ultimi arrivi di bus da 18 metri hanno rimpolpato il parco mezzi.

Fino a quando durerà? “Sino a fine emergenza e comunque per una decina di giorni”, aveva detto il sindaco. E cioè, presumibilmente, finché non torneranno completamente aperte le autostrade A6 e A26, senza le quali il traffico pesante continuerà a gravare sulla viabilità cittadina. Anche in base a questo si deciderà come trattare gli abbonati mensili e annuali: al momento si pensa a un rimborso indiretto “regalando” alla scadenza del titolo un numero di giorni pari alla durata dell’esperimento. Lo stesso modello era stato applicato dopo le cinque giornate di sciopero selvaggio nel 2013.

Un’altra domanda di tanti cittadini riguarda i treni urbani, che in pratica sono la vera metropolitana di Genova. No, non sono gratis. “Al momento non è possibile, in base al contratto di servizio dovremmo pagare noi Trenitalia per i mancati introiti”, spiega l’assessore regionale Gianni Berrino. A parte la ferrovia, l’unico mezzo che in questo momento si paga a Genova è il Volabus, di fatto un servizio commerciale escluso anche dagli abbonamenti.