Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio: "Noi non siamo Venezia, non ci aiuterà nessuno" - Genova 24
Disperati

Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio: “Noi non siamo Venezia, non ci aiuterà nessuno” fotogallery

Sotto accusa i lavori sul ponte di via Ferri: "Non bisognava alzare la strada, ma abbassare l'alveo". I negozianti: "Senza aiuti non ripartiamo"

Genova. “Qui non siamo a Venezia. Ma anche rispetto a Genova abbiamo poco da dire, altrove non ha nemmeno piovuto. Non vedremo nulla, ne sono certo”. Il pessimismo di Diego Torre, tabaccaio, stride con la solerzia di chi a Fegino non ha perso un minuto e si è messo a ripulire tutto quando l’acqua arrivava ancora alle ginocchia. Lui compreso.

Scene che si ripetono in via Ferri, scampolo di bassa Valpolcevera assediato da mille servitù, dove tuttavia il clima è rimasto quello della campagna. Le alluvioni qui non sono una novità, ma nessuno si ricorda un metro e ottanta di fango nei negozi e nei portoni.

Dicono tutti la stessa cosa: la colpa del disastro è da imputare ai lavori di messa in sicurezza del rio Fegino che hanno sopraelevato il ponte di via Ferri di un paio di metri. “Il problema reale è che hanno voluto alzare la strada ma le case non le alza nessuno. Bisognava abbassare il livello del fiume”, reclama a gran voce Francesco Traverso, 77 anni, voce storica del quartiere e del comitato spontaneo che da tempo contesta quell’opera.

alluvione Fegione

La dinamica, del resto, è chiara: l’esondazione è avvenuta a monte, complici le bassissime passerelle tappate dai detriti, e l’acqua è defluita tutta a valle fermandosi nella conca a nord di via Borzoli, oggi ancora più infossata di prima. Anche Traverso ne ha fatto le spese, dovendo dire addio a tutti gli oggetti stivati nel magazzino sotto la strada. “Qui il rio Fegino non è mai esondato, mai – assicura – perché il problema è sempre stato a monte. Arrivava un metro d’acqua magari, ma non due metri. Sono così dispiaciuto che non so più cosa dire”.

Il ‘day after’ porta con sé uno scenario di guerra: decine di uomini tra personale Amiu, volontari di protezione civile, agenti di polizia locale, vigili del fuoco e semplici cittadini hanno lavorato senza sosta per portare via il fango, smaltire i detriti, liberare i tombini, lavare le strade. Il segno della melma sui muri arriva grosso modo alle spalle e non lascia alcun dubbio su quanto accaduto. Non solo i negozi in via Ferri, ma anche le officine e le fabbriche lungo il rio Fegino hanno subito danni gravissimi.

Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio

“Nel 2014 erano venti centimetri in meno. Io non ho mai avuto nessun risarcimento, ma stavolta non ce la facciamo da soli. Le strutture si deteriorano, è sempre peggio”, racconta Enrico Ambrosi, nipote della storica Gina, ricordata in una targa come la mitica besagnina di Fegino. Frutta e verdura sono perduti così come gran parte delle attrezzature. “Io lavoro qui da quando avevo 15 anni, ci ho tirato su una famiglia, i miei tre figli, con questa attività ho permesso loro di andare al liceo, all’università, al conservatorio”. E ora? “Proveremo a rialzarci per l’ennesima volta. Ma sarà dura”.

Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio

Accanto al suo negozio c’è l’officina di una ditta che installa sistemi automatizzati. Un patrimonio di strumenti elettronici immerso nel fango. “Ci eravamo premuniti con paratie di un metro e sessanta – dice il titolare, Francesco Rufo – ma non è servito a nulla, l’acqua ha sfondato la serranda ed è passata da parte a parte. I lavori? Hanno peggiorato la situazione non perché siano stati fatti male, ma perché non sono stati completati. Bisognava prima evitare che esondasse il rio Fegino”. La conta dei danni è ancora approssimativa “ma parliamo di 70-80mila euro. Mi auguro che un contributo arrivi. Siamo in ginocchio, non abbiamo più niente”.

Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio

E poi Diego Torre, il tabaccaio, che da ieri mattina è arrivato qui da Rivarolo con la moglie e si è trovato di fronte la sorpresa peggiore. È lui il più tranchant: “Domani lo comunico ai Monopoli, chiudo finché non arriva qualcosa. Servirebbero almeno 50mila euro. Domani devo pagare i fornitori. Finché non arrivano quelli io non posso ripartire. E visto che non arriveranno, non so proprio come farò”.

leggi anche
Disastro
Alluvione al Campasso, un metro di fango nelle case: “Abbiamo perso tutto, siamo rovinati”
allerta rossa 23 novembre day after
Il punto
Maltempo, 800 isolati in Liguria, 54 sfollati a Genova. Oltre 50 frane attive: i numeri dell’allerta
Esondazione Fegino
Allerta rossa
Allerta rossa, Genova risparmiata nella notte: ora si inizia a spalare il fango
Esondazione Fegino
Il reportage
Alluvione a Fegino, aziende invase da oltre un metro e mezzo d’acqua e fango
alluvione Fegione
Il progetto
Rio Fegino, Bucci: ”Allo studio progetto di messa in sicurezza idrogeologica”
alluvione Fegione
Flagellato
Esonda il Fegino, aziende in ginocchio. I comitati: “Noi abbandonati, valutiamo esposto in procura”
fegino allagamenti
Criticità
Allerta meteo, Fegino e Ruscarolo fuori dagli argini. Criticità in Valpolcevera
Esondazione Fegino
Day after
Allagamenti e frane a Genova, la promessa di Bucci: “Troveremo i soldi per chi ha subito danni”
Esondazione Fegino
Al verde
Fegino, incubo alluvioni ancora per anni: spariti i soldi per la messa in sicurezza
allagamenti
Di nuovo
Allerta arancione, allagamenti: a Fegino riaperta via Ferri, un fiume di fango in via Adamoli
Generica
Speranza
Pizzeria devastata dall’alluvione, Claudia e Daniele avviano una raccolta fondi per riaprire
Generica
Tutto fermo
Fegino, due settimane dopo l’alluvione: rio pieno di detriti e zero certezze sul futuro
Alluvione a Fegino, commercianti in ginocchio
Nel fango
Fegino, spunta una diga mobile contro le alluvioni. Ma il commercio sta già morendo annegato
alluvione Fegione
Valpolcevera
Fegino, oltre un anno dopo l’alluvione imprese ancora in attesa dei risarcimenti