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A Genova tutti con Liliana Segre, ma la commissione sull’odio spacca Tursi

Falliti i tentativi di mediazione sulla "commissione Segre", l'opposizione pronta a tendere la trappola al centrodestra

Genova. Tutti d’accordo, anzi no. A Tursi salta l’intesa tra forze politiche sulla “commissione Segre”, un organismo ad hoc per la lotta a razzismo e antisemitismo che l’opposizione aveva proposto di creare sul modello del Senato. E proprio come è successo a palazzo Madama, il centrodestra non pare intenzionato a votare la proposta di Pd, Lista Crivello e M5s, già programmata per il consiglio comunale di domani. Uno scenario che, se confermato, è destinato a scatenare fiumi di polemiche.

Eppure i partiti della maggioranza a sostegno di Bucci avevano tentato una mediazione per evitare che la questione finisse in bagarre. A fare il pompiere è stato Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia, che prima della commissione consiliare convocata allo scopo di trovare un accordo ha presentato un documento alternativo a quello dell’opposizione. In pratica un copia-incolla della mozione approvata all’unanimità la settimana scorsa in Regione.

Non l’istituzione di una commissione speciale, come chiesto da centrosinistra e cinque stelle, ma l’impegno a convocare in maniera “programmata e continuativa” quella già esistente, la ‘Affari generali’ presieduta da Paolo Putti. Una differenza più di forma che di sostanza. Nello stesso documento, firmato solo dalla maggioranza, Mascia ha inserito il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

Dopo tre ore di lavori in aula, con annessi battibecchi su antifascismo e dintorni, la montagna ha partorito il topolino. Al posto della commissione il centrodestra è arrivato a proporre invece un “osservatorio” ricalcando esattamente il documento passato in Regione col benestare di Toti. Il Pd ha mostrato una flebile apertura, ma ha annunciato che non ritirerà l’ordine del giorno già in calendario per la prossima seduta, con l’obiettivo di costringere gli avversari politici a compiere il “passo falso”.

Morale: domani in sala rossa verrà messo in votazione l’ordine del giorno sulla ‘commissione Segre’ vera e propria. Il centrodestra potrebbe ingoiare il rospo e votare insieme all’opposizione, ma lo scenario più probabile è invece quello di un’astensione. “È una questione tecnica, per istituirla ci vorrebbe troppo tempo”, sostiene Mascia. La sua contro-proposta sarà esaminata comunque dalla conferenza dei capigruppo, ma perché possa essere votata subito servirà l’unanimità e quasi sicuramente non sarà così.

Il Pd presenterà un ordine del giorno a parte per la cittadinanza onoraria alla senatrice, e almeno su questo arriverà la convergenza. Alla fine, tra una settimana, la maggioranza farà valere i propri voti per approvare la versione semplificata della commissione. Ma nel frattempo il ‘caso Segre’ in salsa genovese sarà già esploso.