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150 interventi nella notte e altrettanti in coda, i vigili del fuoco di Genova (Usb) chiedono rinforzi

"Non è possibile che dopo una notte di inferno che la nostra amministrazione non raddoppi i turni per permettere maggiore personale e coprire le richieste", si legge nella nota del sindacato

Genova. Oltre 150 interventi nella sola notte tra il 22 e il 23 novembre, altri 150 in coda nel momento in cui siamo ancora in piena allerta rossa a Genova, con frane, allagamenti, case isolate e senza la possibilità di “chiamare i rinforzi”, i vigili del fuoco di Genova, in particolare quelli rappresentati dal sindacato Usb dicono basta e scrivono a prefetto e ai comandi regionale e provinciale del corpo. “Facciano scattare lo stato di emergenza e raddoppino i turni”, si legge nella lettera.

“Stanchi di essere fondamentali per la protezione civile della nostra città, senza risorse
e con dirigenti che non varcano il perimetro della spending review – si legge in una nota – non è possibile che dopo una notte di inferno che la nostra amministrazione non raddoppi i turni per permettere maggiore personale e coprire le richieste oltre che a garantire una maggiore sicurezza degli operatori che svolgono il soccorso con un ricambio”.

“Raddoppiare i turni significa – scrive l’Usb – nell’immediato avere oltre 150 operatori disponibili nella provincia, una distribuzione dei carichi di lavoro più equa con la conseguenza di un servizio più efficiente ed un abbassamento degli infortuni. Ma si preferisce creare nomadi del soccorso che arrivano dalle regioni attigue con straordinario su straordinario su straordinario senza una visione della prevenzione”.