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Vittime della strada, per Aci Genova è ‘maglia nera’. Ma nel conto anche morti del Morandi

Il crollo del viadotto equiparato ad un incidente stradale?

Genova. Genova maglia nera per il 2018 per quanto riguarda l’aumento delle cosiddette ‘vittime della strada’. Una statistica amara, a cui però si aggiunge la beffa forse indelicata di aver conteggiato le 43 vittime del crollo di Ponte Morandi.

Questo è quanto emerge dai dati diffusi da Aci (Automobile Club d’Italia), e riportati da altri media nazionali: nel 2018, infatti, il capoluogo ligure ha fatto registrare il maggior aumento di decessi automobilistici nella, speciale classifica delle province italiane, con uno scatto di +37 rispetto all’anno precedente. E a far schizzare il ‘punteggio’ ci sarebbero anche le vittime del crollo del viadotto, come espressamente indicato nel comunicato stampa.

Al di là del valore che può avere il conteggio, stride la comparazione dei 43 morti per il crollo del Morandi con le altre, ugualmente tragiche intendiamoci, vittime della strada: sicuramente chi ha perso la vita in quel maledetto 14 agosto era sopra o sotto una strada, ma l’entità e l’unicità del fatto, a prescindere dalle cause che la magistratura accerterà, difficilmente possono consentire di ‘mescolare’ queste tipologie di dati. I morti del Morandi sono vittime, sì, ma dell’uomo. Punto.

Un uso di queste “statistiche” difficilmente comprensibile anche perché il dato, stornato dal tragico numero di 43, avrebbe segno negativo, registrando cioè  una flessione di -3 morti nelle strade del capoluogo liguri, dando completamente un altro senso, almeno per noi genovesi, della rilevazione.

Ora, con ogni evidenza non è mera questione di piazzamento nella “triste classifica”, così chiamata nella nota stampa di Aci: tutti i genovesi sanno quanto siano pericolose le nostre strade, e quanto tragica sia la conta annuale di vittime di incidenti. Quello che stupisce è la generalizzazione, che rischia, pericolosamente, di mescolare e intorbidire la memoria stessa di quei fatti che gridano ancora giustizia: le 43 persone morte per il crollo hanno avuto la sola colpa di essere nel posto sbagliato, al momento sbagliato. In un paese sbagliato.